DIEGO DIOMEDI
NARNI – Il percorso per la realizzazione dell’impianto di biometano proposto dalla società Metanar tra i comuni di Narni e San Gemini subisce una nuova battuta d’arresto formale. Il tribunale amministrativo ha infatti pubblicato una sentenza che accoglie parzialmente il ricorso dell’azienda contro il provvedimento con cui la Regione Umbria aveva negato l’autorizzazione nel maggio dello scorso anno. Il motivo di questa decisione non riguarderebbe però il merito del progetto ma un eventuale vizio nella procedura seguito dagli uffici regionali. Secondo i giudici, la Regione non ha risposto in modo adeguato e con la necessaria profondità alle osservazioni tecniche presentate dalla società durante il confronto tra i vari enti coinvolti.
In breve, da come si evince dalla sentenza, il TAR Umbria ha annullato il diniego della Regione alla Metanar s.r.l. per un impianto di biometano. I giudici hanno rilevato difetti di istruttoria e motivazioni generiche sulle criticità idrauliche e impiantistiche, violando il principio di soccorso istruttorio e trasparenza. Il tribunale ha infatti respinto la parte del ricorso che contestava il giudizio di incompatibilità dell’intervento rispetto all’area scelta, da come si legge nel comunicato inviato dall’avvocato Ranalli che difende alcune persone che risiedono in zona (è attivo anche un comunicato che nei mesi scorsi si è mosso con ampio raggio). In sostanza anche se quel terreno rientra tecnicamente tra le aree idonee, secondo le norme nazionali resta valida la valutazione della Regione che considera quel sito specifico non adatto a ospitare un impianto di questo tipo.
La Regione Umbria, con notizia di oggi, della mattinata del 3 febbraio, ricorrerà al Consiglio di Stato impugnando la sentenza del TAR Umbria (n. 29/2026) relativa al procedimento di Autorizzazione unica per l’impianto di biometano in località Ponte Caldaro, nel Comune di Narni.


