Sicurezza nei locali di Perugia. «Serve un piano immediato»

L’appello di Azione Under 30

PERUGIA – «Da alcune settimane, come gruppo giovani di Azione Under 30 provinciale Perugia , stiamo monitorando con attenzione la situazione dei locali della movida nel centro storico»: lo affermano i giovani calendiani tramite Elisa Modarelli.
«A partire da febbraio, subito dopo il tragico incidente di Crans Montana, si è registrata – scrivono da Azione Under 30 in una nota – una serie di chiusure di attività sottoposte a sequestro preventivo per la mancanza della licenza di pubblico spettacolo. Una criticità che, secondo quanto riferito da diversi gestori del centro, riguarderebbe la quasi totalità dei locali».
«Nello stesso periodo – si legge ancora – provvedimenti analoghi hanno colpito anche realtà fuori dal centro, aggravando ulteriormente una situazione già fragile. Negli ultimi giorni, inoltre, abbiamo appreso che anche via della Viola si sta mobilitando con una raccolta firme per evitare la chiusura di locali spesso ritenuti responsabili di disturbare la quiete pubblica, pur nel rispetto degli orari e delle normative vigenti. Le conseguenze sono evidenti: molti locali hanno sospeso la programmazione di eventi, con un impatto economico significativo non solo per i gestori, ma anche per lavoratori, artisti e tutto l’indotto legato alla vita notturna».
«Di fronte a questo scenario – proseguono – è necessario evitare approcci semplicistici o esclusivamente repressivi. L’obiettivo deve essere chiaro: coniugare movida e sicurezza, senza sacrificare la vitalità economica e sociale della città. Allo stesso tempo, va tutelata la vivibilità del centro storico. Tuttavia, diversi gestori segnalano come spesso vengano presentate segnalazioni o denunce anche in assenza di reali violazioni, pur nel rispetto dei limiti acustici e delle autorizzazioni. Questo alimenta un clima di incertezza e tensione che rischia di paralizzare il settore».
I giovani calendiani, quindi, ritengono «fondamentale costruire un confronto serio e istituzionale tra tutte le parti coinvolte: attività commerciali, residenti e istituzioni. Alla luce di ciò, intendiamo organizzare un’assemblea pubblica di confronto, invitando i gestori dei locali, i rappresentanti delle istituzioni competenti e le autorità preposte ai controlli. Perché senza il coinvolgimento di tutti gli attori, non può esserci né una discussione efficace né una soluzione condivisa».

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