«Ricomponiamo per l’ultima volta il suono»: gran finale con Emanuele Stracchi a Palazzo Gazzoli

Il 18 aprile ultimo appuntamento con “Anatomia del Suono”

TERNI – Tutto pronto per il gran finale con il maestro Emanuele Stracchi, che si prepara a chiudere il tour sold-out “Anatomia del Suono” con l’ultima, attesissima data del 18 aprile a Palazzo Gazzoli. Dopo settimane di successo crescente e una risposta di pubblico straordinaria, Stracchi si appresta a chiudere il ciclo di concerti, configurati come un vero e proprio viaggio nella struttura dell’emozione musicale, capace di coinvolgere un pubblico trasversale e attento. Gli eventi sono stati resi possibili grazie al contributo della Fondazione Carit e dell’associazione Magna Grecia Viva, promotore delle iniziative.

Il 18 aprile rappresenta molto più di una replica: è l’ultima data del tour, il momento conclusivo di un percorso artistico che ha registrato il tutto esaurito e che, per l’occasione, si presenterà in una versione “extended & curated”. Una sintesi delle tappe precedenti arricchita da elementi inediti, pensati esclusivamente per il gran finale. «Abbiamo sezionato il suono, ora lo ricomponiamo per l’ultima volta – afferma Stracchi – Il 18 aprile non ascolterete solo musica; vedrete la struttura stessa dell’emozione. L’appuntamento, dedicato a “La musica che racconta le immagini”, si pone come naturale sintesi del percorso: il focus sulla musica per film, con riferimenti ad autori come Ennio Morricone, Nino Rota e John Williams , mostrerà come le strutture musicali si integrino nel racconto cinematografico, tra tema, variazione e funzione drammaturgica. Il gran finale si configura così come una ricomposizione: dopo aver “sezionato” il suono, l’ultimo incontro ne restituisce l’unità all’interno di un contesto narrativo complesso, quello dell’audiovisione».

“Anatomia del Suono” nasce come progetto di divulgazione musicale con un obiettivo preciso: rendere accessibile il linguaggio della musica colta attraverso strumenti concreti di comprensione.  Dopo quattro appuntamenti, il bilancio è chiaro: il pubblico ha risposto con attenzione, continuità e partecipazione attiva.Le serate hanno registrato una presenza costante e trasversale, anche in giorni infrasettimanali, ma il dato più significativo resta qualitativo: un ascolto vigile e partecipe. Appunti in sala, domande puntuali e approfondimenti successivi delineano un pubblico coinvolto nel processo di comprensione, non solo nella fruizione. Il percorso ha attraversato le principali coordinate della musica occidentale, dal Classicismo al Novecento, mettendo in luce elementi fondamentali come forma, sviluppo, contrasto, tensione e coerenza interna. Il risultato più rilevante è una trasformazione dell’ascolto: da esperienza immediata a esperienza consapevole ed i numeri confermano il successo: nonostante la sfida delle date infrasettimanali, il progetto ha registrato una media di almeno 200 ingressi a serata, con una crescita costante del coinvolgimento organico.

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