La pavimentazione di pregio del centro è distrutta dalle auto e c’è chi chiede la riapertura della Ztl

Il Comune chiude via dei Castelli, largo delle More e vico Canale (pedonali) perchè hanno perso le caratteristiche di transitabilità. L’affondo del Pd: «Non si poteva fare qualcosa prima?»

TERNI – Via dei Castelli, largo delle More e vico Canale chiuse perché distrutte dalle auto. Con via De Filis (contigua) che sta messa addirittura peggio e che deve essere ristrutturata.  Chiuse dopo che una signora di 96 anni, venerdì 3 aprile, è caduta ed ha preteso che l’amministrazione comunale si rendesse conto della situazione in cui versa la parte del centro forse più frequentata, tra corso Vecchio e piazza del Mercato, dove la pavimentazione è basculante. «Si muove e quando ci passi sopra fa un suono quasi piacevole: sembra di stare al luna park». Infatti, due ore dopo scatta l’ordinanza di chiusura. Quindi Palazzo Spada ammette che le condizioni della pavimentazione sono un pericolo per la pubblica incolumità, promette di intervenire subito ma non interviene. Chiude dentro decine di commercianti e di famiglie di residenti per lasciare tutti con il fiato sospeso, perché deve prima aspettare il nulla osta della Soprintendenza dell’Umbria, richiesto l’8 mattina.

Nella missiva la direzione Governo del territorio spiega che la pavimentazione è costituita da lastre di pietra arenaria grigia e che il transito irregolare delle auto, nonostante quella sia un’area pedonale, le ha danneggiate in modo irreversibile.  Parla di  «disgregazione del materiale lapideo, con formazione di pericoli ed insidie per la sicurezza della  circolazione pedonale e veicolare».  E dettaglia il tipo di intervento che intende attuare: «Riposizionamento degli elementi lapidei distaccati o disallineati, mediante ricollocazione in sede e ripristino del materiale di allettamento. Ripristino dei sistemi di ancoraggio e delle stuccature, utilizzando le medesime tecniche e materiali impiegati nella posa originaria. Sostituzione delle lastre irrimediabilmente compromesse, impiegando elementi della stessa tipologia, forma, dimensione e finitura degli esistenti, reperiti presso il medesimo fornitore della pietra originaria».

Solo che il gruppo del Pd in consiglio comunale si domanda come si possa essere arrivati a quel livello di degrado. «Nell’ordinanza è riportato che nonostante i ripetuti interventi di manutenzione del tratto stradale realizzato con pavimentazione pregiata in arenaria, a causa del transito indiscriminato e della sosta non regolare dei veicoli, la strada ha perso le caratteristiche di transitabilità; che tale situazione configura un concreto pericolo per la pubblica incolumità e rende necessario un intervento immediato di manutenzione straordinaria». Gubbiotti, Spinelli, Patalocco e Di Girolamo chiedono come mai non sia stata predisposta «una specifica e adeguata attività di controllo e monitoraggio relativa al transito veicolare e alla sosta». «Se sì di quale natura e con quali modalità. Se no, per quali motivi».  Soprattutto sottopongono al sindaco la necessità di censire  tutte la altre zone simili e di intervenire per tempo. Intanto c’è chi spinge per aprire via Primo Maggio al traffico

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