PERUGIA – “Ridurre i tempi delle visite ambulatoriali per incrementare il volume delle prestazioni e abbattere le liste d’attesa significa aumentare il rischio clinico per i pazienti e trasformare la sanità in una catena di montaggio”. È quanto afferma il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Matteo Giambartolomei, che in Aula ha presentato un’interrogazione sulla rimodulazione dei tempari adottata dalla Usl Umbria 1 e alla quale ha risposto la presidente dell Regione, Stefania Proietti.
Al centro della contestazione, la riduzione dei tempi delle prestazioni ambulatoriali, denunciata il 18 febbraio 2026 dalle principali sigle sindacali della dirigenza medica, tra cui Cimo-Fesmed-Anaao Assomed e Aaroi-Emac, come misura unilaterale che comprimerebbe l’atto clinico per aumentare il numero delle prestazioni e ridurre le liste d’attesa.
“Una modifica che è stata unilaterale ha sostenuto Giambartolomei – e non ha visto alcun confronto preventivo con medici e sindacati. Gli incontri sono arrivati solo dopo che ovviamente si sono alzate le proteste dei medici stessi. Io le domando se lei, in qualità di assessore, scenda all’interno dei problemi e si metta seduta con i sanitari della nostra Regione. In alcuni casi si è arrivati ad aumentare fino al sessanta per cento il numero delle visite nello stesso slot. Ora le alternative sono due: o prima i medici perdevano tempo, oppure oggi non hanno il tempo necessario per lavorare correttamente”.
Secondo Giambartolomei, la riduzione dei tempi rischia di produrre un effetto opposto rispetto agli obiettivi dichiarati: “A fronte di un presunto abbattimento delle liste d’attesa, si aumenta il rischio clinico, cresce la medicina difensiva, si moltiplica il contenzioso e peggiora la percezione del paziente, che dopo mesi di attesa si vedrebbe liquidato in pochi minuti”. Nell’interrogazione, il consigliere richiama anche il Codice di Deontologia Medica e il contratto nazionale della dirigenza sanitaria, evidenziando come “la compressione dei tempi possa entrare in contrasto con l’autonomia professionale del medico e con la necessità di garantire una valutazione clinica adeguata”.
Da qui le richieste alla Giunta: “Sospendere immediatamente le disposizioni dell’USL Umbria 1, aprire un tavolo tecnico con le organizzazioni sindacali e definire criteri basati su evidenze cliniche e non su target numerici”.
“Parlando con i medici è emerso chiaramente che questo meccanismo è inefficace e inappropriato – ha detto Giambartolomei – Non si può pensare di risolvere il problema delle liste d’attesa comprimendo il tempo delle visite. Serve entrare nel merito del problema, sedersi con i sanitari e trovare una soluzione che permetta ai medici di svolgere il loro lavoro nel modo corretto. Così si mette a rischio la qualità delle cure”.


