Il Cuore verde d’Italia ricorda Alberto Provantini. Il lungolago di Piediluco intitolato al padre di quello slogan eterno

Politico irriducibile, giornalista, risorsa delle istituzioni, ha inventato Umbria Jazz e l’ha fatta partire da Villalago. IL VIDEO

TERNI – “Il Cuore verde d’Italia, l’Umbria” ricorda il suo ideatore: Alberto Provantini.  Un uomo delle istituzioni, o meglio una risorsa delle istituzioni, scomparso prematuramente dodici anni fa, il 24 gennaio del 2014.  Giornalista, scrittore, parlamentare della Repubblica, presidente della Provincia, assessore regionale al turismo, al commercio, all’industria e all’artigianato, solo per ricordare le cariche di maggiore importanza. Palazzo Spada ha approvato ieri l’intitolazione (un iter avviato dall’attuale consigliere regionale del Pd, Francesco Filipponi) del tratto del lungolago di Piediluco che va dalla fine di via Noceta al centro nautico, che come assessore regionale Provantini contribuì a realizzare . Dopo la Regione, nel 1983 venne eletto in Parlamento e quindi nel ’92 presidente della Provincia di Terni. I cittadini e i politici lo identificano per l’invenzione di Umbria Jazz e del “Cuore verde d’Italia”, ma in realtà fu molto di più: il curatore di tutte le crisi produttive della regione, il promotore di nuove iniziative imprenditoriali, il difensore delle tariffe agevolate dell’energia elettrica per l’Ast, il capopopolo che guidò l’assalto al “Palazzo d’inverno” dell’Iri al Castro Pretorio, il traghettatore della Democrazia Cristiana nelle giunte dell’Ulivo. Senza mai lasciare il giornalismo,  tutti gli avversari gli riconoscevano l’apertura al dialogo, mai settario, fossero un Filippo Micheli, un Renzo Nicolini, un Nicola Molè o Monsignor Santo Quadri.

Chiusa l’esperienza politica, con un po’ d’amarezza, riprese il treno per Roma per dedicarsi al volontariato nell’Istituto Gramsci, ove da vicedirettore sedette sulla scrivania di Palmiro Togliatti. Dopo la Bolognina, terminato il sodalizio con Pietro Ingrao, si impegnò nella battaglia contro lo scioglimento del PCI, un fatto che visse con profonda partecipazione emotiva. Poi, nella primavera del 2009 la terribile sentenza: la malattia. Alberto  Provantini, per cinque lunghissimi anni,lottò con una tenacia straordinaria e una lucidità incredibile, ma il 24 gennaio del 2014 dovette arrendersi.

Il video realizzato per i dieci anni dalla scomparsa

Piediluco: via alla gestione dell’impianto sportivo per l’estate

Ternana nel baratro/I dubbi dei giocatori, la certezza del fallimento