M5s Terni attacca la giunta sulla chiusura della sezione 0-6 del Rataplan

Decisione improvvisa e mancanza di dialogo con le famiglie al centro della protesta dei pentastellati

Il Movimento 5 Stelle di Terni interviene duramente sulla decisione dell’amministrazione comunale di chiudere la sezione sperimentale 0-6 del Centro Infanzia Rataplan. La notizia è stata comunicata alle famiglie lo scorso 13 aprile 2026, a pochissima distanza dalla fine dell’anno scolastico e senza che sia stato reso noto alcun atto pubblico ufficiale o avviato un confronto con i diretti interessati. Secondo gli esponenti del Movimento, questa scelta getta nel caos decine di genitori che avevano scelto il percorso educativo continuo per i propri figli fino alla scuola primaria e che ora si ritrovano senza alternative, dato che le iscrizioni alle scuole dell’infanzia statali sono ormai chiuse da tempo.

La sezione 0-6 del Rataplan rappresenta un modello educativo avanzato, previsto dalla riforma del 2017, che supera la distinzione tra nido e materna per offrire un percorso pedagogico unitario. Per il M5S, smantellare questo presidio significa ignorare i bisogni di una città come Terni, che si trova all’84° posto in Italia per natalità e che negli ultimi quindici anni ha visto diminuire la propria popolazione di circa 8.000 unità. La disponibilità di servizi per l’infanzia è considerata un fattore determinante per sostenere l’occupazione femminile e per contrastare il declino demografico, ma i dati locali restano preoccupanti. Mentre l’Umbria raggiunge una copertura del 44% per i servizi 0-2 anni, Terni si ferma appena al 16%, collocandosi molto al di sotto della media regionale e nazionale.

Il paradosso evidenziato dal Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle riguarda anche l’aspetto economico e i finanziamenti regionali. La Regione Umbria ha infatti approvato un Piano Scuola da 22 milioni di euro per potenziare proprio il sistema integrato e aumentare i posti nei nidi. Chiudere un servizio già attivo appare dunque come una rinuncia inspiegabile a risorse pubbliche disponibili e a una strategia di investimento condivisa a livello nazionale. Secondo i consiglieri, ridurre l’offerta educativa in un momento di crisi demografica non è una scelta neutra, ma un’azione che accelera l’impoverimento sociale del territorio.

Per fare chiarezza sulla vicenda, il Movimento 5 Stelle di Terni ha presentato un’interrogazione urgente in Comune. Attraverso questo atto si chiede all’amministrazione di esibire il documento formale che dispone la chiusura della sezione, di chiarire quante famiglie siano effettivamente coinvolte e quali soluzioni alternative siano state previste per i bambini. L’obiettivo è capire come questa decisione possa conciliarsi con la programmazione dei servizi educativi e con l’impiego dei fondi regionali destinati al settore, sottolineando che una città c

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