Clima sempre più incandescente dopo l’uscita di Gabriele Ghione per i negozi chiusi la sera della sfilata
TERNI – Un carro carico di polemiche. L’ottavo della sfilata della 130esima edizione del Cantamaggio Ternano. Che continua a girare: lo scontro sull’uscita dell’assessore Gabriele Ghione, che dal palco ha accusato i commercianti di non far brillare il centro città, si fa incandescente. La dura reprimenda del responsabile del commercio della giunta Bandecchi nei confronti della categoria, suscita la reazione di Confartigianato, che senza mezzi termini la classifica come show fuori luogo. «Confartigianato respinge al mittente dichiarazioni dell’assessore allo Sviluppo economico, che seguendo una impostazione già vista in questa amministrazione, invece di fare proposte proprie e politiche concrete di rilancio, tenta ancora una volta di scaricare sui commercianti e sugli artigiani le responsabilità della crisi del centro cittadino».
Confartigianato ribadisce che i commercianti e gli artigiani sono imprenditori: «Ogni scelta, comprese le aperture serali o straordinarie, è frutto di una valutazione costi-benefici che dipende dalla merceologia e dalle strategie aziendali. Chi fa impresa sa bene che la valutazione di un evento non si fa solo sui possibili flussi di persone, ma sulla concreta attitudine dell’evento a creare una risposta in termini di ricavi». «L’amministrazione invece di rivolgere accuse infondate dovrebbe interrogarsi sul perché alcuni eventi e alcune situazioni non vengono valutate positivamente dalla maggioranza dei commercianti e degli artigiani del centro che sono i primi “clienti” degli eventi stessi», affonda il presidente, Mauro Franceschini.
«Invece di attaccare chi resiste – il suggerimento di Confartigianato – l’amministrazione potrebbe dire quali politiche sono in atto per sconfiggere il calo demografico, l’ipersaturazione di strutture della grande distribuzione, l’erosione dei redditi, ad esempio». E ancora: «In occasione del cambio di assessori Confartigianato, proprio per impostare correttamente su questi temi il rapporto con le categorie, evitare inutili polemiche e dare efficacia allo scorcio di consiliatura che rimane, ha consegnato a Ghione e Laudadio il Piano di emergenza Terni”»


