Congresso Uil Umbria, Molinari confermato al vertice

Il segretario: «Siamo convinti della necessità della scrittura di un grande Piano industriale e di sviluppo per l’Umbria»

PERUGIA – “Il momento è straordinario e non possiamo più usare strumenti ordinari: serve un lavoro di squadra collettivo, un grande momento di confronto e di azione. Siamo convinti della necessità della scrittura di un grande Piano industriale e di sviluppo per l’Umbria”. Ha lanciato un grande appello, il segretario generale della Uil dell’Umbria, Maurizio Molinari, dal palco del 19esimo congresso regionale che lo ha rieletto per un nuovo mandato alla guida della Uil dell’Umbria. Un congresso importante, che ha visto la presenza dei dirigenti nazionali del sindacato e delle categorie, delle Istituzioni e delle organizzazioni datoriali. Ospiti anche i rappresentanti di Cgil e Cisl Umbria.
Il Piano di sviluppo per l’Umbria, per Molinari, va fatto subito e messo in pratica velocemente. “Un tavolo permanente, un’alleanza per lo sviluppo e la crescita: non serve formalizzarsi sui nomi o sulle etichette ma guardare alla sostanza. Noi siamo pronti, già da domani – ha detto Molinari – a sedersi intorno ad un tavolo con le altre organizzazioni sindacali, le associazioni di categorie e le Istituzioni”. L’appello è stato lanciato alla politica, alle associazioni datoriali e di categoria, ma anche ai sindacati e alla Uil tutta. Molinari ha rivendicato i risultati e le azioni incisive, dall’apertura della nuova sede regionale, passando per l’iniziativa shock delle bare di cartone in piazza IV novembre, a Perugia, per denunciare le morti sul lavoro e poi la Carovana a Foligno, contro i lavoratori fantasma. E la presentazione del Protocollo appalti, che è stato inserito all’interno di una proposta di legge presentata dalla consigliera regionale Letizia Michelini.
L’appello e la richiesta è stata anche quella del “coraggio delle scelte” per la politica e le istituzioni. Scelte che servono in tutti i settori, a partire dalla sanità passando per infrastrutture e trasporti, rifiuti e ambiente, giovani e anziani. Sulla sanità scelte che dovranno essere prese per risolvere la carenza del personale, liste d’attesa e fuga verso il privato. “Una situazione che è come un vortice verso il disastro che richiede scelte coraggiose e una riorganizzazione basata su qualità ed efficienza. Piaghe dell’Umbria restano spopolamento, invecchiamento e difficoltà dei giovani, più precari e spesso costretti a lasciare il territorio”. Quindi le infrastrutture e i trasporti, con la denuncia dell’isolamento dell’Umbria, perché “il diritto alla mobilità è libertà”. Sul piano sindacale viene ribadita l’importanza della rappresentanza, con la richiesta di regole chiare e il contrasto ai contratti pirata”. E poi il punto della situazione sul sindacato umbro: crescono servizi e iscritti. Conclusioni della mattina affidate al segretario organizzativo nazionale Emanuele Ronzoni: “Siamo una organizzazione che ha intuizione, capacità di elaborazione e che fa proposte”.
Nel pomeriggio gli interventi dei segretari generali delle categorie, le conclusioni di Bombardieri e l’elezione di Molinari. “Per noi il lavoro è una priorità: abbiamo sempre messo al centro della nostra azione la necessità di dare risposte sui salari e sul lavoro dignitoso – ha detto Bombardieri – In questo Paese, aumentano i numeri, ma non la qualità dell’occupazione: è su questo aspetto che occorre concentrarsi e intervenire. Anche il tema della sicurezza sul lavoro – ha proseguito Bombardieri – resta per noi prioritario, perché continuano a esserci più di mille morti l’anno. Abbiamo fatto passi in avanti, ma riteniamo che bisogna fare di più sul fronte della prevenzione e della formazione, istituendo anche il reato dell’omicidio per violazioni di norme sulla sicurezza e sradicando il lavoro nero, spesso causa di gravi incidenti subiti da lavoratrici e lavoratori sfruttati. Non ci fermeremo – ha sottolineato il leader della Uil – fino a quando non avremo raggiunto l’obiettivo di zero morti sul lavoro”. Bombardieri ha poi risposto anche a domande sull’attuale crisi geopolitica e sul ruolo dell’Europa: “In questi anni – ha detto – è stato messo in discussione il principio del rispetto del diritto internazionale con conseguenze sulle persone più deboli. L’Europa dovrebbe modificare il Patto di stabilità piuttosto che confermare le attuali regole della politica economica e finanziaria, perché – ha concluso Bombardieri – questa situazione di crisi ricade sulle spalle dei più deboli e ciò è sbagliato e inaccettabile”.

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