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Sull’accorpamento delle Usl Bandecchi attacca Proietti: «Nel piano sanitario regionale Terni non può scomparire»

«Serve rispetto per i territori. Le dichiarazioni della governatrice sono sconcertanti»

AU. PROV.

TERNI – Dieci giorni fa il segretario comunale del Pd Di Girolamo rifiutava l’idea di un accorpamento delle due Usl (perchè funzionano e perchè una fusione avrebbe serie ripercussioni sui servizi). Oggi la governatrice Proietti, a Terni per la presentazione della riqualificazione della Palazzina C e la nuova Terapia Subintensiva Respiratoria della Pneumologia del Santa Maria, chiarisce che è ancora possibile. Che l’efficientamento in un certo senso lo imporrebbe. Capirai, Bandecchi. Rientrata a palazzo Spada l’assessore al Welfare Alessandra Salinetti, mandata incontro alla Proietti, il primo cittadino tuona contro la govenatrice dell’Umbria, rea a suo dire di mancare di rispetto a Terni.

«Le dichiarazioni della presidente Proietti – dichiara il sindaco Bandecchi-  apparentemente equilibrate  ma nella sostanza sconcertanti in quanto si parla di novità e di misure di efficientamento rispetto all’accorpamento. La possibilità di risparmiare, io direi ottimizzare, le spese per la sanità regionale non passa assolutamente dalla unificazione delle due Usl. Accorparle non porterebbe alcun risparmio oggettivo. C’è infatti l’impossibilità di licenziare gli attuali dipendenti che peraltro hanno già difficoltà a lavorare sul territorio umbro per le forti carenze di organico.  L’accorpamento porterebbe un indebolimento funzionale che andrebbe a ricadere sui cittadini. Le regioni che hanno adottato modelli analoghi hanno già riscontrato carenze e disservizi. 
Quando lo Stato italiano vorrà ottimizzare i costi dei servizi sanitari regionali non dovrà far altro che riprendere la delega della sanità e svolgere su tutto il territorio nazionale un servizio equo ed efficiente. L’attuale modello infatti non funziona, innanzitutto per gli squilibri territoriali. 
Oggi l’azione che la Regione dell’Umbria sta svolgendo è quantomeno discutibile, torno a dire che la Regione dovrebbe interfacciarsi con gli organi sanitari, vedi la conferenza dei sindaci che io sono in procinto di convocare per quanto riguarda le sorti della Usl2.  Non in ultimo mi sento di appoggiare i sindacati di categoria che hanno chiesto con forza di discutere preventivamente il piano sanitario regionale e non successivamente alle decisioni prese. Serve un confronto vero, fin dalle prime fasi della redazione, e non un partecipazione di facciata a posteriori. La giunta regionale deve rientrare nel rispetto istituzionali delle leggi, dei ruoli e dell’opportunità. I territori e i cittadini devono essere protagonisti, Terni è città capoluogo di provincia, è una delle città più rilevanti del Centro Italia, non può dunque essere seconda a nessuno». 

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