AU. PROV.
TERNI – Il progetto dell’accorpamento delle due Usl è vivo e vegeto. Le parole felpate della presidente Stefania Proietti la mattina della Palazzina C del Santa Maria di Terni, nascondono intenti mai morti. La giunta regionale è pronta ad unificare Perugia con Terni e a creare una sola Usl con sede a Foligno. Uno schiaffo sia a Terni che a Perugia, con l’intento di risparmiare un po’ di soldi.
Ma Stefania Proietti, per condurre in porto il suo progetto, cofirmato dal vice presidente Tommaso Bori, deve superare più di qualche ostacolo. E non si tratta tanto delle urla del sindaco di Terni Bandecchi, che ha subito definito come sconcertanti le nuove parole della governatrice dell’Umbria. E neanche gli strilli del consigliere leghista Enrico Melasecche, impensieriscono più ti tanto. A preoccupare Stefania Proietti sono gli scricchiolii della sua maggioranza. I consiglieri del Pd, in particolare quelli eletti a Terni, non vogliono votare atti politici (e nemmeno amministrativi) che vanno nella direzione dell’accorpamento. Francesco Filipponi e Maria Grazia Proietti, da giorni sono rabbuiati e hanno già fatto sapere di essere pronti a far mancare il numero legale in aula. D’altronde, dietro di loro c’è il pieno supporto del partito Ternano, con i segretari provinciale e comunale che da ormai un mese respingono il progetto di unificazione delle due Usl. Più complessa la posizione di Luca Simonetti, consigliere regionale ternano dei Cinque Stelle. Anche Simonetti avrebbe grosse difficoltà a digerire il piano sanitario regionale. Su di lui però, il peso dell’assessore pentastellato Thomas De Luca, da sempre in linea con Stefania Proietti e Tommaso Bori. La partita è molto delicata. Concentrare tutto su Foligno, vuol dire scontentare gran parte del territorio regionale e aprire il fianco a critiche feroci.


