«Asili nido, per 178 domande solo 78 posti. E Palazzo Spada esternalizza»

Andrea Pitoni (Fp Cgil) ricorda inoltre il caso dei vincitori del concorso da istruttore nel 2022 che ancora attendono l’assunzione

TERNI – «Sul tema dell’esternalizzazione dei servizi educativi abbiamo avanzato due richieste di incontro al Comune di Terni, senza aver mai ricevuto risposte». Andrea Pitoni, segretario generale della Fp Cgil Terni, rende noto quello che ha anticipato a Umbria7 lo scorso 15 maggio, quando era emersa la volontà di Palazzo Spada di dare in gestione integrale il Peter Pan di via Rosselli e il nido aziendale di via Cadore . «Si sono chiuse le domande per le iscrizioni al prossimo anno educativo 2026/27 – spiegano Marchetti e Pitoni – e queste sono state 175 a fronte di 78 posti disponibili. Questi sono i numeri che danno il senso di quanto il servizio pubblico all’educazione sia centrale per le famiglie del Ternano e per le voci inascoltate dei bambini che rivendicano di poter permanere in servizi qualificati, con personale specializzato e in strutture decorose, adatte ad accoglierli e in grado di assistere la loro crescita. In questo contesto si inseriscono le scelte dell’amministrazione Bandecchi che propone un’esternalizzazione delle strutture comunali ristrutturate con fondi Pnrr e Piano Periferie. Strutture che potrebbero benissimo accogliere le numerose richieste delle famiglie che hanno scelto i servizi pubblici del territorio e che invece restano evidentemente escluse da questo beneficio”. Ma non basta. Come ricordano, infatti, i due segretari, «c’è poi il grande tema di tutte le cittadine ternane che hanno superato il concorso per istruttore educativo bandito dal Comune di Terni nel 2022 e che attendono l’assunzione a tempo indeterminato su posti vacanti già esistenti nelle nuove strutture. Parliamo di quaranta giovani che ogni anno rivendicano per vie legali la propria titolarità nell’attribuzione del posto di lavoro per cui sono state selezionate». In merito a questo, la Fp Cgil «prende le distanze da una certa comunicazione che individua nei funzionari dell’amministrazione comunale dei servizi educativi la titolarità di individuare le scelte politiche e organizzative della stessa amministrazione, missione questa propriamente politica. È inaccettabile far ricadere sulle spalle dei dipendenti, che hanno solamente funzione esecutoria, responsabilità che appartengono alla sola politica».

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