di Nicola Preiti (Italia Viva)
PERUGIA – La Sanità è stata, è, e continuerà ad essere un terreno di serrato confronto politico.
La destra, dopo la sua fallimentare gestione della Sanità, cerca di insinuarsi nelle difficoltà e in qualche indecisione della nuova giunta regionale.
In effetti, qualche inatteso assist le è arrivato, come è avvenuto, ad esempio, con la gestione e la comunicazione non sempre riuscita sull’incremento dell’IRPEF regionale. E anche le indiscrezioni e le conseguenti incertezze sul futuro assetto del sistema sanitario regionale, sul numero dell’ASL, sulla rete ospedaliera, sulla riorganizzazione territoriale, prestano il fianco ad una destra responsabile dello smantellamento del sistema sanitario pubblico.
Ed è singolare che la destra sia, oggi, impegnata in un giro conoscitivo dei servizi sanitari e delle strutture presenti nella nostra regione, enfatizzando tutte le carenze e la condizione drammatica del Sistema Sanitario.
In questo anno e mezzo non ci sono stati licenziamenti (ma qualche assunzione) e non si è chiuso nessun servizio. Permangono in sostanza i problemi che loro hanno lasciato.
Se avessero fatto questo tour quando erano al governo, se ne sarebbero accorti prima. È quella sanità che ora vedono che gli ha fatto perdere le elezioni. Il centro sinistra su questo terreno le ha vinte, ma ora serve un cambio di passo, non deludere le aspettative, per non consentire alla destra di cercare una rivincita su questo stesso ambito.
Non servono annunci o sottolineare troppo qualche elemento positivo, rimuovendo quelli negativi e sottovalutando la persistente difficoltà dei servizi rilevata dai cittadini. Il centro sinistra ha promesso la modernizzazione del sistema, il suo efficientamento, una gestione partecipata e condivisa, e soprattutto il rilancio del sistema pubblico.
Dotare la Regione di un nuovo Piano Sanitario, dopo quasi vent’anni, è un fondamentale obiettivo politico, programmatico e di indirizzo per l’organizzazione e la gestione del Sistema Sanitario Regionale. Ma bisogna farlo al più presto, affinché l’iter di approvazione si concluda in tempi utili per concretizzare alcuni obiettivi in questa legislatura.
Il PSSR è la bussola dell’intera legislatura e dovrebbe definire con chiarezza il modello di Sanità che l’Umbria intende costruire, il ruolo degli ospedali e dell’Università, l’organizzazione dei servizi territoriali e le strategie per recuperare competitività e attrattività.
L’assenza del Piano sta inevitabilmente alimentando un clima di incertezza anche per ipotesi del tutto assenti dal dibattito fino a poche settimane fa, come la non convincente realizzazione di una sola ASL, e l’idea di una importante contrazione del numero dei distretti.
Ipotesi, queste, dove non sono esplicitati i vantaggi per i cittadini e per i servizi, con il rischio di distrarre dai problemi reali e con tempi che impiegherebbero tutta la legislatura per realizzarli tra conflitti e disservizi vari.
Per le sottoscritte forze politiche e civiche, che convintamente sostengono il governo
Regionale, è tempo di superare ogni incertezza e di uno scatto di responsabilità di tutta la
coalizione.
Alcuni risultati come, ad esempio, l’equilibrio economico raggiunto dalle nostre aziende sanitarie potrebbero favorire almeno la possibile riduzione dell’incremento IRPEF dal 2027. Resta importante che le risorse provenienti dalla manovra sull’Irpef vengano utilizzate per la sanità.
Abbiamo condiviso inizialmente che la delega alla sanità restasse come elemento di garanzia ed impegno in capo alla Presidente, ma anche per ragioni di tempo sarebbe opportuno verificare, dopo la preadozione del Piano, l’ipotesi di nomina di un assessore dedicato che possa seguire giornalmente tutte le fasi di attuazione di un Piano che dovrà tenere nella giusta considerazione i valori e le linee di indirizzo contenuti nel documento sulla Sanità elaborato e condiviso la scorsa estate da tutte le forze di maggioranza.
Siamo convinti che queste considerazioni possano rivelarsi utili per l’azione di governo, e che i cittadini sapranno apprezzare un reale cambio di passo a tutela della salute pubblica.
Associazione Umbria per la sanità pubblica
Italia Viva Umbria
Socialismo XXI


