“Conosciamo i colpevoli. La polizia va abolita”. Manifesto choc davanti alla Questura di Perugia. Ora si aspetta la condanna di Comune e Regione

Dopo gli inammissibili proclami, presunti creativi, contro le forze dell’ordine, arriva il salto di qualità nel linguaggio. Non è una ragazzata. Basta civettare con la sinistra anti-sistema e ricordarsi che gli anni di piombo iniziarono così. La lezione di Pasolini

M.Brun.

PERUGIA – “Sappiamo chi è stato”. Dopo un elenco di nomi di morti. “Non si può riformare qualcosa che funziona perfettamente per quello per cui è stato pensato. Carceri e polizia vanno abolite”.
Questo manifesto è comparso davanti alla Questura di Perugia, affisso alla Casa dell’acqua.
Un fatto gravissimo. Che fa seguito ai manifesti che davano dei raccomandati ai poliziotti e li denigravano con scuse sciocche e insensate.
Questo sito pochi minuti dopo scrisse che erano scritte “inammissibile”.
Ora questo fatto è abbastanza per far suonare forte l’allarme.
Lo Stato di diritto si difende punto e stop. Oppure viene meno la possibilità della convivenza civile.
La politlzia difende i più deboli, l’alternativa sono le bande armate e la sopraffazione.
Ci possono essere errori e vanno perseguiti, ma delegittimare è la fine della società che garantisce tutti noi.
Il civettare con una certa sinistra estrema è gravissimo da parte delle istituzioni.
Non sono ragazzate.
Il Sessantotto iniziò con la rivolta a parole e fini’, da un lato, per dare spazio a legittime istanze, che furono riconosciute.
Ma per l’altra strada sfocio’ negli anni di piombo.
Il dibattito di quei tempi opponeva riformisti a rivoluzionari.
Il manifesto di Perugia dice, con decine di anni di ritardo, quello che scoprirono i ragazzi di allora. Oggi, nostalgici e fuori del tempo, ripetono le stesse cose di allora, dimostrando di non aver imparato nulla o, invece, di voler essere dei sovversivi.
Il silenzio delle istituzioni di sinistra sarebbe gravissimo.
A fermare la follia della violenza contro le istitizioni democratiche, salvaguardate dalla polizia, contribuì in maniera determinante la sinistra realmente popolare di Pasolini.
Sarebbe inammissibile che quella sinistra non si esprimesse oggi, insieme a tutte le altre forze politiche.

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