di Marco Brunacci
PERUGIA – Da non crederci, ma il professor Francesco Asdrubali, ingegnere idraulico fatto tornare da Roma per essere il prossimo rettore dell’Università per Stranieri, sarebbe stato di fatto accantonato dai suoi sostenitori.
La candidatura che, nelle segrete stanze in Palazzo Gallenga, viene considerata ormai cosa fatta, è quella di Giovanna Scocozza, insegnante di spagnolo, preferita all’ingegnere, come tale non ben visto per guidare un Ateneo di letterati.
La notizia è esplosiva perchè cambia il quadro in maniera radicale: lo storico ateneo perugino ha affrontato un secolo di storia tra alti e bassi, ma sembrava ormai avviato a una gestione di stretta osservanza romana.
Non sfugge a nessuno che l’attuale rettore De Cesaris è espressione, oltre che della comunità scientifica, anche della Comunità di Sant’Egidio, e in questa ultima fase ha riportato a numeri importanti il personale (osservatori attenti contano 26 assunzioni tra ricercatori, associati e ordinari), facendo tornare brividi e nostalgie degli anni di Giorgio Spitella, re e rettore.
In questi giorni, prima della pausa estiva, si attendeva la conferma della candidatura di Asdrubali, ma il clima è cambiato. La scomparsa del professor Ubertini, illustre patriarca della famiglia di illustri docenti, molto autorevole e che pare essersi speso per la candidatura Asdrubali, deve aver influito.
Fatto sta che il vento è cambiato. E dall’Università per Stranieri porto tranquillo si è passati all’Ateneo nella tempesta. O se non proprio tempesta, almeno acque agitate. Il che rimette in discussione uno dei piccoli centri di potere della piccola Perugia.
Sì, perchè con il cambio di intendimenti romani, non è affatto escluso che Asdrubali si presenti ugualmente, visto che è arrivato a Perugia di fatto sicuro di ascendere al massimo scranno (si vota tra marzo e aprile 2027).
Asdrubali contro Scocozza potrebbe essere una sfida tutta da seguire, da mettersi in fila con i pop corn in mano, fino all’ultimo voto (60 docenti e il voto ponderato degli impiegati, ormai però disaggregati e non più compatti come un tempo).
Per altro inchieste e processi avranno anche un ruolo, dicono i ben informati.
E allora – pronti per il fuoco d’artificio finale – non è affatto da escludere un’altra discesa in campo, in chiave non romana, anzi apertamente critica: la professoressa Sabrina Stroppa, dicono le fonti di cui sopra, sarebbe pronta a rompere gli indugi.
E allora sì che ci sarebbe ripensare il ruolo di Unistra nel contesto della città.


