Taric, per abbassare la bolletta occorrono milioni di investimenti

Dietro la “Guerra della mondezza” si nasconde la mancanza di idee e di risorse

Co. Ma.

TERNI – Gli insulti non costano niente, tant’è  da alcuni giorni Stefano Bandecchi e i Cinque Stelle se li scambiano a pacchi. Si accusano reciprocamente di non saper gestire la grande partita dei rifiuti. Perché mentre la politica chiacchiera, a Terni la bolletta della Taric cresce. E analizzando i dati, l’unico sistema per farla diminuire è investire sul trattamento di quello che viene raccolto dalle case dei ternani. La bolletta cresce essenzialmente per due motivi: l’aumento dei costi di conferimento in discarica; la scarsa redditività del materiale della differenziata, in particolare della plastica. Prodotti di scarsa qualità, che vengono acquistati dai consorzi a cifre irrisorie alla tonnellata. Per avere maggiore valore aggiunto, i materiali dovrebbero essere ulteriormente selezionali e pretrattati.

In passato, si è parlato di un grande impianto alle ex officine Bosco. Un investimento da 20 milioni di euro che finora Asm, a conduzione Acea, non ha avuto la forza di fare. La grande occasione del Pnrr non è stata colta. Per sostituite la discarica, poi, occorrerebbe un impianto di termovalorizzazione. E anche in questo il piano economico è importante. La strada a costo zero, dunque, è continuare ad insultarsi  e ad addebitare all’avversario il caro bolletta.

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