di Marco Brunacci
PERUGIA – Ora è ufficiale: il conto è di 400 milioni di euro. Chi ha votato la giunta Proietti da oggi sa che ha votato un aumento delle tasse mozzafiato, senza alcun motivo – è ufficiale, certificato dalla Corte dei Conti – perchè la sanità era in regola e forse tra un po’, grazie alle cure del Patto Avanti, non lo sarà più.
Umbria7 lo scrive da qualche mese, ma ormai non sa più come dire che i suoi lettori hanno in anteprima le notizie. La rubrica è “Scusate l’anticipo”.
Allora: alla presentazione del Defr, Documento di programmazione che è per l’appunto triennale (2026-2029), sappiamo che verrà mantenuta per un altro anno ancora la mazzata delle tasse sulla testa dei colpevoli umbri che si permettono di guadagnare da 1500 euro in su al mese e quindi devono essere considerati ricchi. Redditi fissi, pensionati, persone perbene che non hanno mai preso un soldo che non era il loro, che mai hanno evaso un centesimo. Con un pensiero speciale a medici e infermieri, che alla società regionale molto danno e questo hanno in cambio. Non stiamo a dire dei giovani talenti, in fuga anche per scelta politica di chi comanda.
Complessivamente fa 400 milioni. Però ora sono interessanti le reazioni a sinistra. L’ottimo Gnagnarini, ex responsabile regionale di Italia Viva, addirittura aveva chiesto alla Proietti e compagnia cantante di stoppare le tasse un anno prima, visto che non servivano per la sanità. L’illusione è una cosa meravigliosa. Le tasse evidentemente sono parte costituente del Campo largo-Patto Avanti, che ha riformato solo una cosa: il Vangelo. “Beati i terz’ultimi (quelli che prendono da 25 a 30 mila euro) perchè saranno i primi”, è il nuovo mantra. Se poi ultimi e penultimi votano l’estrema destra, facessero un po’ loro.
A cosa serviranno questi 400 milioni imposti e pretesi da 30-32 mila umbri dalla Giunta Proietti?
- ad assumere in Regione altre persone che non sanno perchè (i 200 di Punto Zero);
- ad aumentare i circoli culturali, i gruppi teatrali, i cantanti e i cantori di ogni peana, nell’Umbria culturalmente “all’avanguardia” (che fortuna, pensate fossimo in retroguardia);
- a fare gli esperimenti con idrogeno e rifiuti dello splendido assessore De Luca, che, in procinto di portare in dono all’Acea 350 mila e passa delle Crete di Orvieto, somiglia sempre più al cartoon della scatola del Piccolo chimico;
- a dare case popolari a chi vuole l’assessore Barcaioli;
- a pagare ogni conto di Umbria Jazz (però al mito di tutti noi, Carlo Pagnotta, chiediamo di far venire gli Oasis o, anche meglio, Celine Dion e la canzone dell’amore senza fine del Titanic quando affonda, ricordare le disgrazie altrui aiuta);
- a far fronte eroicamente ai conti senza limiti e confini della peggiore sanità d’Italia (come certificato da Agenas)
Restando a sinistra: è ufficialmente nata la corrente denominata “La prossima volta votiamo Romizi”. Magari i 400 milioni di tasse li hanno convinti e succede davvero.

