Bandecchi è sull’orlo del baratro ma le opposizioni non lo buttano di sotto

Tanti attacchi sulla crisi della ex maggioranza ma la minoranza non presenta la mozione di sfiducia

CO. MA.

TERNI – Stefano Bandecchi a Palazzo Spada è senza maggioranza. Al momento è fermo a 15 voti. Il sindaco è atteso al varco del bilancio di previsione dove servono ben 17 voti. Lo strumento di contabilità pubblica va approvato prima della fine dell’anno salvo proroghe da parte del governo centrale.
Ma allora perché le opposizioni non accellarano i tempi e non presentano la mozione di sfiducia? Basterebbe che sia sottoscritta da 17 consiglieri per mandare Stefano Bandecchi a casa e per chiamare a Palazzo Spada il commissario prefettizio.
Il punto è che le opposizioni non sono compatte. C’è chi dice che Bandecchi deve schiantarsi da solo, che la mozione di sfiducia lo trasformerebbe in una vittima, e chi invece è pronto a sottoscrivere il fine corso del sindaco. Il Pd è per il documento di sfiducia. Fdi anche, seppur la consigliera Elena Proietti non è convintissima. Convinti lo sono Guido Verdecchia, Orlando Masselli, Cinzia Fabrizi, Roberta Trippini del gruppo misto. Non è per la sfiducia Valdimiro Orsini. Il rappresentante del gruppo Brega ha fatto sapere in tutte le salse che non si alleerà con Bandecchi né lo sosterrà all’esterno ma è perché Bandecchi certifichi da solo il suo fallimento politico. Non è assolutamente per la mozione di sfiducia Francesco Ferranti che di Bandecchi è alleato in Provincia ed è il suo vice.
Opposizioni dunque divise. Fioccano i comunicati contro Bandecchi ma nessuno raccoglie le firme per mandarlo a casa. La palla torna dunque in casa Bandecchi. Se riesce a recuperare Federica Mengaroni e ad allearsi anche in Comune con Ferranti, il sindaco resta in sella.

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