Papa Prevost non viene ad Assisi per motivi di salute, ma fonti autorevoli: difficile pensare che non abbia avuto un ruolo anche la legge sul fine vita

Oltre al contenuto, avversato dal mondo cattolico, anche tempi (4 giorni prima della visita programmata in Umbria) e modi dell’approvazione del provvedimento dimostrano – dicono a Roma – una mancanza di sensibilità verso Leone

di Marco Brunacci

ASSISI (Perugia) – Domani, 27 ottobre, era atteso ad Assisi Papa Prevost. Non verrà. L’annuncio dice con chiarezza che la rinuncia è dettata da fondati motivi di ordine medico, dopo la complessa operazione al polmone.
La inappuntabile spiegazione come anche l’atteso arrivo di un messaggio papale all’iniziativa alla quale il Papa doveva presenziare, però riesscono a mettere a tacere un insistente tam tam che parte dal Vaticano ed è ormai diffuso in tutti i luoghi deputati in Umbria.
Cosa dice il tam tam? Che Papa Leone non poteva certo scegliere l’Umbria per uscire, per la prima volta, da Roma, subito dopo l’approvazione della legge regionale sul suicidio medicalmente assistito.
Il provvedimento è passato – come ricordava ieri Umbria7- con i voti (o non voti) determinanti delle due esponenti super cattoliche Stefania (presidente) e Maria Grazia (consigliera di maggioranza che si è espressa fragorosamente a favore).
La presenza di Papa Prevost ad Assisi sarebbe suonata, se non come un placet alla legge-bandiera della sinistra, almeno come un rammaricato lasciapassare.
I vescovi umbri sono stati molto severi: all'”amarezza” del primo giorno, è seguita una drastica presa di posizione del presidente della Ceu, Boccardo, che ha tagliato con l’accetta un giudizio sulla presidente Proietti (“la poltrona val piu’ della coscienza”).
E ora ecco la mancata venuta ad Assisi del Papa.
I tam tam vaticani non autorizzano a legare con la corda a tre capi gli avvenimenti. Ma, certo, fonti qualificate fanno presente che doveva esserci tanta fretta ad approvare con trombe e tamburi questa legge molto avversata dal magistero cattolico, 4 giorni prima della visita pontificia.
Una diversa gestione della contrastata questione a palazzo Donini sarebbe stata almeno presa come una dimostrazione di sensibilità e attenzione nei confronti di Papa Prevost. Magari anche solo con un rinvio di un paio di settimane.
Di sicuro questa vicenda lascerà strascichi e probabilmente non di poco conto.

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