Università di Perugia, il Senato accademico chiude l’era Moriconi e parte lo spoils system

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Solenni bocciature di due proposte del rettore uscente, praticamente lasciato solo. Intanto cambio di prestigio al vertice del dipartimento di Medicina sperimentale: arriva Paolo Puccetti

di Marco Brunacci

PERUGIA – Come si dice: sic transit gloria mundi. Ma certo all’Università di Perugia la gloria del mondo, con la sua relativa vanità, transita più velocemente che altrove.

Il Senato accademico, con due votazioni, ha di fatto azzerato e mandato in archivio l’era moriconiana. Anzi, ha fatto pure di più: ha lasciato da solo il rettore uscente Moriconi, senza più truppe, quando ancora avrebbe tempo fino a fine ottobre. Senza entrare nello specifico dei provvedimenti votati, pure assai importanti per la vita dell’Ateneo, in Senato accademico c’era una precisa proposta del rettore uscente per i profili tecnico-amministrativi. Cityjournal ne aveva parlato qualche giorno fa. Risultato: contro la soluzione Moriconi hanno votato in 27, mentre due si sono astenuti. Nessuno a favore. In una parola questo voto apre ufficialmente un’altra fase, quella dello spoils system, anche questa annunciata da Cityjournal, ma che non si pensava arrivasse a questa velocità.

Il secondo voto (stavolta proprio unanime) ha riportato la decisione sui ricercatori di profilo B in capo ai Dipartimenti e non, come nella idea di Moriconi, dipendente dal Consiglio di amministrazione, l’unico organismo che, a vedere così, resta in bilico tra il vecchio rettore e il nuovo (Oliviero) e non ha già scelto di cambiare precipitosamente casacca. Il regno del nuovo Magnifico, Maurizio Oliviero, sulla base del progetto condiviso con Fausto Elisei, a questo punto deve considerarsi iniziato. Per Moriconi, con un Senato orientato in questa maniera, gli spazi di manovra rimasti sono vicini allo zero. Così, almeno sull’assetto del personale, potrebbero fin da subito delinearsi nuovi scenari, se il lavoro del delegato ad hoc del neorettore marcerà a tappe serrate. Da novembre, quindi, potrebbero partire i primi nuovi progetti accademici, come assicura, se provocato sull’argomento, Oliviero in persona.

Intanto la nuova governance allarga i consensi. Il sindaco di Perugia, Romizi, all’inizio tiepido, ha fatto di tutto per mostrare grande attenzione per il progetto dell’Università, tanto da voler soprintendere personalmente alla delega dei rapporti del Comune con l’Ateneo. Ancora più esplicita Fiammetta Modena, senatrice di Forza Italia, a favore del cambiamento, il che dimostra che non c’è più l’Oliviero in fama di vecchio bolscevico, pronto a salire a Palazzo Murena alla guida di improbabili eserciti sovversivi.
Piuttosto un rettore che fa dell’autonomia dell’Università (prima di tutto dalla politica) un valore fondante, per poter spendere tutte le energie, non negli equilibri dei rapporti e nella pigra gestione del quotidiano, quanto piuttosto nella realizzazione concreta del programma. La qual cosa per Oliviero è una enorme responsabilità (e guai se fallisce), per il territorio uno spazio per sperare in un futuro un po’ meno peggio.

Ps. Intanto è cambiata la prima guida dei Dipartimenti. A Medicina sperimentale, al posto del professor Talesa, va, a stragrande maggioranza, il suo più stretto collaboratore di questi anni, il farmacologo Paolo Puccetti, tra i più prestigiosi docenti dell’intero Studium perugino. Un altro segno dei tempi.

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