«Offrire ossigeno alle imprese e supportare la ripresa» intervenendo su Tari, Imu, Tosap: lettera a Romizi
PERUGIA – Tre proposte per ripartire. A lanciarle, mettendole nero su bianco in una lettera inviata a Romizi, è “Perugia in Azione”, gruppo locale del partito fondato dall’europarlamentare Carlo Calenda: una lettera per chiedere «a nome delle imprese e dei loro dipendenti, dei piccoli commercianti e dei lavoratori autonomi, un sostegno concreto e tangibile da parte dell’amministrazione nell’affrontare l’emergenza».
Per «offrire ossigeno in termini di liquidità alle imprese posticipando il pagamento delle tasse» da un lato, si legge, e per «programmare interventi nel breve termine che supportino la ripresa» dall’altro. Tre proposte, appunto. A metterle in fila è Daniele Domenico Vasapollo, referente di Perugia in Azione. Primo: «Ricalcolare la Tari per le imprese operanti nei settori interessati dal blocco delle attività, quindi sospensione dell’applicazione di sanzioni e interessi fino a fine 2020, con successiva rateizzazione». Secondo: «Rimandare il pagamento e valutare la sospensione dell’Imu». Infine: «Per incentivare le imprese a erogare i propri servizi durante il prossimo periodo estivo, in attesa delle disposizioni in materia di utilizzo contingentato degli spazi pubblici, proponiamo di sospendere anche il pagamento della Tosap per tutto il 2020 o quantomeno di dimezzare l’importo della stessa, garantendo parallelamente il rilascio delle autorizzazioni e dei permessi in tempi celeri».
«La priorità – argomenta Vasapollo – in questa fase è evitare che i cittadini perdano il lavoro o che le imprese della nostra città siano costrette a chiudere definitivamente per covid. Supportare queste attività oggi significa garantire lavoro e reddito, ma anche tributi per il Comune domani. L’economia della città è seriamente compromessa. Basti pensare al comparto turistico-ricettivo così come quello enogastronomico, tra i più colpiti da questa grave crisi che farà registrare, in maniera significativa, i suoi tragici effetti anche dopo la fine dell’estate. È perciò impensabile -continua Vasapollo – pretendere il pagamento delle tasse comunali a giugno quando le imprese saranno ancora in piena crisi di liquidità».
«L’azione del Governo – conclude – deve essere supportata dalle varie istituzioni a livello territoriale con tutti gli strumenti disponibili. Per questo crediamo che il Comune e la Regione siano chiamati a fare la loro parte mettendo in campo misure straordinarie a favore dell’economia del territorio. Pur comprendendo l’importanza dell’equilibrio di bilancio e del piano di rientro che il Comune sta egregiamente portando avanti riteniamo che in questa fase emergenziale la priorità, insieme alla salute dei cittadini, sia la tutela e la salvaguardia del capitale imprenditoriale, umano, di competenze e tradizioni che contraddistinguono la nostra splendida terra».
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