POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Le domande per la Cigd esaminate dalle ore 15, ecco le regole. Rinviata la Conferenza delle Regioni ma il fronte aperto dall’Umbria resta base di confronto: nuova Cassa, più soldi agli autonomi, rinvio di tasse e tributi con garanzie per gli enti locali, moratoria per tutti i finanziamenti bancari
di Marco Brunacci
PERUGIA – Cigd, si parte subito. L’Umbria inizierà già dalle 15 del primo aprile a vagliare le domande di tutti coloro che hanno i requisiti per rientrare nella Cassa integrazione in deroga stabilita dal primo decreto post Coronavirus. Si tratta di accedere alla Cassa per 9 settimane in un periodo che va dal 23 febbraio al 30 giugno. E come requisito basta essere assunti in una data precedente al 23 febbraio. Tutte le altre norme sono consultabili sul portale dell’Arpal, l’Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro (www.arpalumbria.it). Come si ricorderà, l’Umbria ha stabilito di aggiungere i suoi 21 milioni ai 30 che sono stati già stanziati dal Governo centrale. Secondo la prima stima ne mancano però almeno altri 30. Ma il Governo ha promesso che non farà mancare risorse, almeno per questa disposizione.
Il rinvio della Conferenza delle Regioni
La rapidità con la quale si sta operando dimostra come qui si sia capito bene lo stato di disagio in cui versa il Paese. Non sempre questo si avverte altrove, visto che ieri si è trovato il modo di rinviare una decisiva riunione della Conferenza delle Regioni per interlocuzione col Governo nazionale. Si rivedranno sabato. Ma nel frattempo restano in aria le proposte che l’Umbria, insieme a un gruppo di altre Regioni, ha avanzato da tempo e che devono essere di nuovo portate all’attenzione del Governo in vista del nuovo decreto economico.
Il rinvio (e le dilazioni di pagamento) del bollo auto
Aspettando il confronto, la Regione metterà in campo ancora quel poco che può: quindi il rinvio al 30 giugno del bollo auto (nei prossimi giorni si dovrebbe consentire poi di dilazionare a luglio il pagamento in rate). Aggiungerà quindi, per le imprese, un rinvio (e successiva dilazione in rate) del contributo per il conferimento dei rifiuti in discarica. Interverrà anche a giorni per rinviare il contributo cave. Ma tanto altro deve fare il Governo centrale. La dottrina-Tesei sull’emergenza economica è stata chiarita a più riprese e un merito deve essere subito riconosciuto: aver intuito fin dai primi giorni che si trattava di operare con mezzi eccezionali immediatamente, per creare – così dicono gli sherpa della presidente – un bridge finanziario, un ponte, capace di portare il Paese oltre il fiume in piena dell’emergenza sanitaria fino all’approdo di giugno-luglio, momento nel quale sarà necessario disporre di altri mezzi ingenti, molto ingenti o si rischia la depressione di cui sta parlando Mario Draghi e il cambiamento di stili di vita (evidentemente questo a qualcuno non dispiace, visto come sta ragionando oggi, ma che sarebbe una iattura).
La proposta originaria della dottrina Tesei era questa: siamo di fronte ad un autentico flash crash, una improvvisa catastrofe economica indotta da un virus da incubo e dal relativo lockdown necessario per batterlo. La proposta iniziale, che ha trovato stessa unità di intenti in molti Governatori, era quella di “mettere in sicurezza” famiglie e imprese. Come? Prima di tutto con un intervento “tempestivo”. La tempestività in economia è semplicemente decisiva. Quel che oggi ha un costo, se la decisione si prende tra qualche giorno avrà un costo diverso e molto più salato.
La dottrina Tesei
La proposta iniziale dell’Umbria prevedeva:
- Cassa integrazione allargata il più possibile per 3 mesi e rinnovabile per altri 3.
- indennizzi per 1000 euro al mese, flat, per la durata della fase critica, si immaginano tre mesi, per tutti gli autonomi e i lavoratori che non ammessi alla Cassa integrazione.
- rinvio di tutti i tributi locali, di Regione e Comuni, in virtù di un fondo di liquidità compensativa per gli stessi enti.
- Fin qui il pubblico, poi le banche. Serviva, secondo la dottrina Tesei e di altri governatori italiani, una moratoria in capo all’Abi, l’associazione delle banche, per tutte le forme di finanziamento con un semplice (anche se ovviamente costoso) accodamento delle rate.
Per quanto possa sembrare strano, è proprio questa la proposta che forse troverà più seguito tra quelle della dottrina-Tesei e per un motivo semplice, di mercato: le banche hanno tutto l’interesse a evitare di accollarsi altri npl, crediti non esigibili, di cui hanno ancora le tasche piene e che ingolfano i bilanci. Dare una via d’uscita a imprese e famiglie, colpite così pesantemente dalla crisi del virus, può essere il male minore.
Questi i punti per far ripartire una interlocuzione. Sempre che si riesca a tornare al tavolo e a discutere col Governo, queste stesse richieste verranno riproposte e rimodulate diversamente. Ma l’intervento in corso di emergenza sanitaria non può più attendere.
La fase due, successivamente, può essere una e una soltanto: quella del rilancio dell’economia non solo col bazooka, ma anche bombe, cannoni, missile terra aria e aria aria. Tutto l’armamentario possibile per scongiurare che il flash crash diventi un crash e basta. Coinvolgendo non solo l’Italia – un Paese, sia come Paese produttore che come consumatore, decisivo per l’equilibrio dell’Eurozona – ma anche l’Occidente. Senza l’Italia difficilmente si può immaginare una ripartenza.
Il salto di qualità
Il salto di qualità si farà? Il rinvio di ieri dimostra come ci sia un evidente momento di sbandamento nella cabina di regia nazionale. Le notizie, grazie al Cielo, non negative sul fronte dell’emergenza sanitaria non sono accompagnate da quella necessaria accelerazione sul fronte economico. Ogni giorno che passa è un conto da pagare o una ferita economica che rischia di non poter essere rimarginata.
Allora, ancora: più Cassa integrazione per far respirare le aziende, più soldi per gli autonomi per non cancellare una categoria di produttori di reddito, rinvii di tasse e tributi per tutto quello che si può rinviare (finanziando, per ora, con debito), moratoria per i finanziamenti bancari di ogni tipo. Evitare il panico e il crack dei consumi è fondamentale per porre la base del rilancio. La dottrina Tesei e di tanti Governatori è il primo banco di prova del Governo nazionale nell’emergenza economica. Il fatto che questa tremenda crisi faccia seguito a un declino per dura da tempo non è necessariamente un gap ulteriore. Ancora è possibile costruire un bridge, un ponte, verso un futuro meno carico di angosciose incertezze.


