Dalla chiusure delle vie, ai limiti ai negozi, agli stop alle scuole, al coprifuoco: le 12 cose da fare subito per salvare l’Umbria dal rosso cupo

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | La Regione scrive ai sindaci dei Comuni che hanno una situazione epidemiologica grave (da Magione e il Trasimeno a Deruta, Torgiano, Giano, Collazzone,. Corciano, fino a pezzi di Perugia). Ecco i provvedimenti restrittivi a partire dal week end

di Marco Brunacci

PERUGIA – Covid, l’allarme sui Comuni rosso cupo è il nodo di questo week end umbro. La Presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, ha inviato questa mattina una lettera al Presidente regionale dell’Anci (Associazione nazionale Comuni) Umbria, Michele Toniaccini. E questo era stato annunciato.

Ma se i toni della lettera sono formali, la preoccupazione è tanta e tensione è alta. Dai piccoli comuni (Fratta Todina come Vallo di Nera che ragionevolmente devono le loro situazioni di emergenza a pochissimi casi ma concentrati in un breve lasso di tempo) a quelli medi come Bevagna o Deruta o Torgiano fino alla zona dei record negativi – Magione e quasi tutto il Trasimeno – fino alla Perugia “a macchia di leopardo,” con il suo grande territorio, prevedono immediati e severi interventi. Allora: si attendono nelle prossime ore, a partire da Perugia, iniziative adeguate. Di che tipo? Ecco qua:

  1. intensificazione non a chiacchiere dei controlli
  2. chiusura di strade, piazze e zone molto frequentate
  3. provvedimenti (anche con impiegando forze dell’ordine) per evitare ogni tipo di assembramento
  4. drastiche limitazioni o chiusure per i distributori automatici di alimentari,
  5. una revisione delle aperture dei negozi, con particolare riguardo a quelli di grandi superfici, dove possono verificarsi assembramenti significativi
  6. chiusure domenicali obbligatorie per i supermercati.
  7. una revisione dell’orario del coprifuoco, anche molto significativo.
  8. Polizia locale in strada col megafono.
  9. Aprire seriamente un capitolo scuole: i sindaci sono chiamati a chiudere elementari o medie inferiori qualora i rischi di contagio siano elevati. E naturalmente possono tornare a intervenire sulle scuole superiori in presenza, nonostante le lamentazioni di tanti.
  10. Collegato alla scuola, ma non solo, è sempre più necessario che Busitalia schieri tutti i controllori possibili perchè vengano rispettate le norme più rigorose per l’uso dei mezzi pubblici.
  11. Si devono studiare – laddove la questione si ponga – interventi per limitare l’asporto nei locali, sia come orario sia come controllo della consumazione subito fuori dal locale.
  12. Si deve, infine, ma questo è davvero decisivo, tornare immediatamente a un controllo più severo degli accessi e delle situazioni nelle strutture per anziani, dopo il vero crack dei controlli avvenuto intorno alle festività natalizie, con conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti.

Una nota merita a questo punto il sindaco Presciutti che nella sua Gualdo Tadino prese buona parte di questi provvedimenti, fu criticato, ma ottenne in pochi giorni risultati importanti. Adesso i sindaci eletti come potenziali sceriffi (ricordate Marsciano?) devono farsi valere (sono 20 i comuni che devono prendere provvedimenti essendo sopra i 200 casi ogni centomila abitanti, come dato statistico). Va sottolineato che il sindaco di Perugia, Romizi, come anticipato già ieri da Cityjournal, si è mosso e ha iniziato subito con nuovi divieti. Altri verranno resi noti in serata. La sfida è cruciale. Nella prossima settima o ci sarà la svolta, o sarà zona rossa per tutti.

Qui la nota della Regione

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