Vaccinazione

L’attesa vaccinazione di massa: l’Umbria pronta a passare dalla somministrazione di 1500 dosi al giorno a 3500-4000

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | La regione non penalizzata al momento dai tagli Pfizer, ma la quantità in arrivo è del tutto inadeguata per una campagna seria e vincente, che però non potrà non esserci – è la speranza di tutti – tra febbraio e aprile

di Marco Brunacci

PERUGIA – L’Umbria è in grado di arrivare, in tempi rapidi e senza ricorrere a effetti speciali, dalle attuali 1.500 somministrazioni di dosi di vaccino al giorno fino a 3500-4000 . Questo emerge da una ricognizione di Cityjournal tra le autorità sanitarie ed è una gran buona notizia.

In verità molto dipende dalla “duttilità” del vaccino, dalla possibilità di utilizzarlo facilmente. Ma, in fondo, in una guerra di queste dimensioni, siamo ai dettagli.
Questo significa, in soldoni, che una campagna di vaccinazione di massa autentica, tra febbraio e aprile può essere effettuata e dare l’attesa svolta alla lotta al Covid.
Il problema ovviamente sta tutto nell’approvvigionamento dei vaccini. Adesso non ce ne sono. All’Umbria non dovrebbero toccare tagli rispetto alle dosi promesse, come ad altre 5 regioni fortunate, dopo che Pfizer ha deciso di diminuire le consegne di dosi in questi giorni – dicono – perché pressata dal neo presidente Biden, che deve prendersi dei meriti che sono di Trump sull’eccezionale velocità con la quale si è arrivati al vaccino (si ricorderà il grande scetticismo mostrato in ogni dove a ottobre del super esperto Fauci, che si è trasformato in grida “al miracolo scientifico” ad elezioni terminate).
La verità è però che dalla campagna di vaccinazione di massa nei prossimi 3-4 mesi, come unica svolta possibile nella lotta al Covid, non si sfugge, come ripete da settimane City journal.
Gli errori di calcolo della leadership europea, Merkel in testa, devono essere emendati in fretta, altrimenti avranno effetti disastrosi sulla salute e sull’economia dei Paesi Ue, a cominciare dall’Italia.
Per questo tanti osservatori internazionali immaginano che si arriverà presto a nuove intese, allargando anche la platea dei vaccini e comunque inducendo Pfizer ad accelerare il piano di produzione di vaccini per passare da 1,3 miliardi di dosi a 2 miliardi nel corso dei primi 9-10 mesi dell’anno.
In queste contesto certo può fare ben poco la piccola Umbria, ma può continuare ad attrezzarsi, mobilitando ogni potenzialità e ogni forza, perché è ragionevole pensare che la svolta ci sarà. O almeno questa è la speranza condivisa, dopo aver visto naufragare tutti i progetti di contenimento e i lockdown di annacquamento del virus, con risultati comunque tragici per centinaia di migliaia di anziani e persone deboli.

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