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Liste d’attesa, come si esce dall’incubo dei 100mila arretrati? Bori (Pd): «Super piano di emergenza condiviso». Nevi (Fi): «Serve l’intesa coi privati per non penalizzare i poveri»

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Le dure ricette a confronto, mentre la sanità regionale vara il suo piano. I due leader si esprimono anche su Terni. Bori: «Il candidato del centrosinistra vi sorprenderà». Nevi: «Latini ha fatto bene dopo i disastri passati, grazie anche alla grande sensibilità della Fondazione Carit»

di Marco Brunacci

PERUGIA – La Regione fa il piano per recuperare il ritardo sulle prestazioni che sono attualmente in lista d’attesa. Secondo i dati della sanità regionale saremmo a 93 mila e passa. Un ingorgo causato dalla pandemia, ma che arriva da lontano. E probabilmente, tra tutti coloro che chiedono e chiederanno da qui alla fine del 2022, la lista finirà per essere lunghissima. Il piano è stato abbozzato e condiviso in Giunta, prevede che più dell’80% di questi ritardi vengano colmati entro il 2022.

Non è difficile immaginare che sarà tutto complicato anche dall’arrivo di richieste probabilmente superiori alla media perché durante la pandemia non sono state avanzate.
Umbria7 ci tiene sottolineare due posizioni differenti che però danno l’idea della gravità e della grandezza della questione e, nel contempo, della difficoltà di dare una risposta.
Le posizioni sono state espresse nel corso di interviste a Tef channel di due esponenti di spicco dell’opposizione (il leader del Pd, Bori) e della maggioranza, il deputato di Forza Italia e di fatto alter ego di Andrea Romizi come segretario regionale nelle trattative in Regione, Nevi.
Dice Bori: «Il test delle liste d’attesa è fondamentale per la Giunta. Ci vuole un piano davvero straordinario, che abbia il più largo consenso possibile e tutta la forza della sanità pubblica, in ogni modo e a ogni ora, dispiegata». Questo in estrema sintesi. Ed è una posizione che lascia intendere come ci sia scetticismo sulla possibilità che la Giunta regionale, senza confrontarsi con l’opposizione, abbia la forza e la lucidità di agire nella maniera corretta.
Ma sentite però, prima di farvi un’idea su quel che succederà, Raffaele Nevi. In una intervista Nevi chiarisce bene il suo punto di vista, fuori dal coro, che qui sintetizziamo: «La questione liste d’attesa è da sempre centrale per la sanità pubblica ed è sempre un problema di difficile soluzione. Forse la pandemia ha fatto chiarezza, moltiplicando i numeri in maniera impressionate. La sanità pubblica non è in grado di far fronte a questa ondata di richieste e magari bastasse un piano per quanto di emergenza si possa fare. Il pregresso si somma all’attuale. E emergenze di ora vanno a sovrapporsi alle richieste del passato, che , nel frattempo, sono diventato improrogabili. E allora bisogna essere realisti. Per evitare di creare cittadini di serie A e cittadini di serie B, di avvantaggiare solo i ricchi a scapito dei poveri, è necessario che la sanità pubblica faccia un accordo con la sanità privata per raggiungere l’obiettivo e mettere tutti i cittadini, indipendentemente dalle loro possibilità economiche, di avere una prestazione in tempi ragionevoli. Se si fallisce in questa grande intesa- che naturalmente riguarda l’Umbria esattamente come tutto il resto d’Italia – si finirà solo per negare servizi ai più svantaggiati tra i cittadini. E questo è inammissibile».
Bori e Nevi si sono, nel contesto delle loro interviste, espressi anche sulla sfida elettorale che si sta preparando a Terni. Bori assicura che la scelta del candidato del centrosinistra «sarà una positiva sorpresa per i cittadini. Latini non è stato all’altezza. Vi sorprenderemo». Nevi invece difende Latini: «Ha ben amministrato se si considera che arrivava dal disastro che era stato combinato dal centrosinistra, con i cittadini supertassati per via delle amministrazioni precedenti. Latini ha fatto bene e ha saputo gestire la città in una fase difficilissima. In questo è stato aiutato dalla presenza indispensabile per tanti verso della Fondazione Cassa di risparmio di Terni, che ha dimostrato quanta sensibilità abbia nei confronti dei problemi della città di Terni».

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