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De Luca sui rifiuti: «Con piano M5S niente inceneritori e discariche esaurite nel 2067»

Il consigliere regionale ha annunciato il tavolo di confronto “Fabbrica dei materiali Umbria” in programma a Narni

Rifiuti abbandonati nel verde

PERUGIA – Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Thomas De Luca, in conferenza stampa a Palazzo Cesaroni a Perugia insieme alla senatrice Emma Pavanelli e al consigliere comunale di Piegaro, Luca Sargentini, ha presentato la proposta di gestione del ciclo rifiuti, annunciando il tavolo di confronto in programma sabato 14 maggio dalle 9 alle 13 alla Sala DigiPASS di Palazzo dei Priori a Narni.

«Abbiamo avviato – annuncia De Luca – un percorso di partecipazione che comincerà ufficialmente domani, a Narni, con la tavola rotonda ‘Fabbrica dei materiali Umbria – La transizione ecologica del ciclo dei rifiuti’ dove insieme a forze politiche, sindacati, associazioni di categoria, comitati e associazione ambientaliste discuteremo della soluzione alternativa a un progetto già morto come quello della giunta Tesei. Un piano di gestione dei rifiuti vecchio e obsoleto che prevede la scelta folle di realizzare in Umbria un nuovo inceneritore da 130 mila tonnellate. Per la quantità di rifiuti prodotti da qui al 2030, quando il nuovo impianto verosimilmente entrerà in funzione, nonostante l’ampliamento di oltre 1 milione e 200 mila metri cubi le discariche avranno una vita residua di appena due anni. Un nuovo inceneritore significa quindi anche nuove discariche per smaltire ceneri e scorie. Un disastro sociale, economico ed ambientale che non possiamo permetterci. E se qualcuno pensa che bruciare rifiuti porti a produrre energia sbaglia perché i 37 inceneritori presenti in Italia producono soltanto l’1,4% del fabbisogno energetico nazionale».

Infine, ecco i dettagli sulla proposta di gestione del cicli rifiuti: «Il rifiuto – spiega De Luca – deve essere considerato una risorsa e un volano per lo sviluppo industriale ed economico della materia prima seconda. Il nostro piano per la transizione ecologica del ciclo dei rifiuti prevede il massimo recupero della materia seguendo l’esempio di casi come il modello Contarina a Treviso e altri. Chiudere il ciclo dei rifiuti creando occupazione e posti lavoro con materie prime seconde. Questo significa avere a cuore la nostra regione e seguire le scelte dell’Unione Europea verso la transizione in ottica climatica e ambientale – conclude De Luca – la transizione entro il 2050 può essere raggiunta solo seguendo il paradigma del massimo recupero materia, non certo con nuovi inceneritori e discariche».


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