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Regione e Università disegnano la nuova sanità. Pronti a un cambio di “mission”: Pantalla e Narni-Amelia “satelliti” di Perugia e Terni

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Al momento è partita la road map per gli interventi sulle strutture per rendere operative le due aziende ospedale. Ma sul tappeto ci sono temi bollenti: dalla riduzione dei Pronto soccorso all’espansione della rete per permettere di aumentare gli specializzandi fino alla sede della nuova Irccs

di Marco Brunacci

PERUGIA – Regione e Università hanno preso l’impegno per una road map in un mese che porti a interventi sulle strutture indispensabili a far partire le nuove aziende ospedaliere di Perugia e Terni. Ma ci sono, in un quadro più ampio di applicazione della Convenzione sanitaria tra i due enti, prospettive interessanti e di grande respiro, con scelte ancora da fare ma che aprono scenari.

Una delle indicazioni della Regione, che avrebbe trovato accoglienza positiva nell’Università, sarebbe nel dare una mission nuova ai presidi di Pantalla e di Narni-Amelia.
Per dirla in soldoni: Pantalla diventerebbe un satellite dell’ospedale di Perugia, una specie di sede distaccata, la cui attività andrebbe coordinata con la sede centrale, compensandola e integrandola in tutte le attività necessarie.
Qualcosa di simile per Narni-Amelia rispetto all’ospedale di Terni. Con i medesimi vantaggi di razionalizzazione sia della spesa che dei servizi per i pazienti.
Se questa può essere la più interessante della novità, e ha tempi di realizzazione brevi, altre sono le partite aperte.
Si dovrà prima o poi discutere di Pronto soccorso distribuiti nella Regione. Tutti coloro che hanno analizzato la questione hanno concluso che sono troppi e troppo costosi. Ma soprattutto finiscono per penalizzare i cittadini pazienti. E come spesso succede in sanità, si spende di più e si peggiora il servizio.
Motivo? Presto detto: se ci sono situazioni serie, si ricorre al Pronto soccorso dell’ospedale grande più vicino, quello che dà maggiori garanzie. Il risultato è che i Pronto soccorso degli ospedali più grandi sono intasati e costringono i cittadini pazienti a code di ore. I centri più piccoli sono meno intasati ma i cittadini li evitano anche per problematiche non gravi e, comunque, in ogni caso in cui pensino di trovarsi in una situazione a rischio.
Ecco quindi un tema aperto.
Un altro che sta a cuore soprattutto all’Università, ma cambia il futuro di tutta la sanità regionale.
L’Ateneo ha necessità che nel Piano sociosanitario ci sia una riorganizzazione delle strutture tale che permetta di rendere più ampia la rete e quindi consenta all’Ateneo di aumentare il numero degli specializzandi (al momento la situazione è al limite).
Solo una questione universitaria? No, affatto. Avere più specializzandi oggi significa avere più medici domani, cosa in questo momento fondamentale per rendere più efficienti e migliori i servizi sul territorio che soffrono di carenza di sanitari.
Un secondo tema è quindi fin da ora sul tappeto.
Ma un terzo argomento sarà sicuramente motivo di confronto, magari anche acceso. La Convenzione Regione-Università prevede la creazione di un Irccs, l’istituto di eccellenza per la ricerca.
L’Università era per dare la priorità a un miglioramento delle strutture esistenti di ricerca e quindi di assistenza, ma la Regione ha insistito per l’Irccs. L’Ateneo ha accettato. E’ abbastanza naturale che ora voglia avere voce in capitolo quando si deciderà dove andrà la sede. Perugia o Terni? La corrente di pensiero più forte, al momento, sorretta da una consistente dose di buon senso, è quella che sostiene l’opportunità di collocare l’Irccs dove più forte e strutturata è la presenza dell’Università. Si attendono prossime scintille.

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