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Tutto come da copione: il cdx stravince a Todi e Deruta, il csx a Narni. Premiato chi sa governare le città

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Ruggiano e Toniaccini alla grande come Lucarelli. Nel centrodestra riflessioni da fare sul risultato della Lega come lista e sui candidati di FdI. Nel centrosinistra il campo largo semmai restringe i consensi. La Valnerina sceglie la continuità, Valtopina continua la tradizione delle elezioni annuali

di Marco Brunacci

PERUGIA – Per farla breve: tutte conferme dal voto in Umbria. Semmai un po’ più fragorose del previsto. Col centrodestra (quello di governo, che si confronta quotidianamente con l’amministrazione, Tesei e Romizi, e non quello che va a caccia di slogan-farfalle) che festeggia in due casi (Todi e Deruta), il centrosinistra in uno (Narni).

Ma iniziamo dalla immutabile Valnerina che premia sempre la continuità. Caso esemplare quello di Cascia, candidato unico, che ha raggiunto il quorum e quindi viene confermato sindaco: Mario De Carolis. Ma anche con Marisa Angelini a Monteleone di Spoleto, mentre a Poggiodomo a spuntarla è Filippo Marini contro l’avversaria che aveva fatto cadere la giunta precedente (41 voti contro 38 per il Comune più piccolo dell’Umbria). Gabriele Coccia è il sindaco di Valtopina ma in quella località del Folignate ormai le elezioni sono entrate nel calendario liturgico ogni anno, tra la Pentecoste e i riti mariani. Si immagina che più delle rivalità politiche contino quelle familiari.
I tre test veri sono state altrettante conferme, come si diceva. A Todi Ruggiano è stato un rullo, sempre ben al di sopra della vittoria al primo turno, più vicino a 60 che a 55, ma al di là del risultato, con una continuità in tutti i seggi a dimostrazione che il suo centrodestra di governo ha funzionato ed è stato premiato. La sua performance rivitalizza anche Forza Italia, mentre la Lega becca un risultato da incubo, Niente drammi, perché ci sono fattori locali importanti, ma riflessione subito aperta, altrimenti la nave ammiraglia del centrodestra che ha vinto in Umbria rischia di colare a picco.
Nel centrosinistra dal candidato Catterini, con Pd più CiviciX più 5Ms, nessun segnale di vitalità. Gestione dell’esistente.Un po’ di più di brio dalla parte di Floriano Pizzichini, ma Azione è lontano dall’essere un terzo polo. Il candidato era brillante e ben introdotto nella società tuderte, probabilmente la proposta politica di Calenda va meglio focalizzata, come si dimostra in altre parti d’Italia. Un gran favore ad Azione potrebbe farlo Conte se porta via – come sembra – dal campo largo quel che resta del 5Ms e consente a Calenda di trattare col Pd accordi di prospettiva.
A Deruta doveva vincere Michele Toniaccini e in realtà ha trionfato. 71 a 29 contro Raffaella Diosono del centrosinistra. Più che un campo largo, una disfatta vasta.
Ma il centrosinistra si vendica a Narni, dove però a dare una mano ci ha pensato Fratelli d’Italia, imponendo la candidatura di una sua esponente, e consentendo al favoritissimo Lucarelli di vincere a braccia alzate (ben oltre il 60%), non solo in virtù dell’eredità di De Rebotti e dei propri meriti.
Come ha funzionato qui il campo largo? Aspettiamo i dati finali di lista, ma da quel che si capisce il trionfo è stata determinato dal Pd e zone limitrofe, con apporto omeopatico dei Cinquestelle (senza dimenticare il generoso contributo degli errori del centrodestra e della leadership ternana di FdI, Pace in testa).

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