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Bus fantasma e debiti, ma il sindacato autoferrotranvieri anni ’60 sciopera. E c’è il rischio che il Governo lasci le Regioni nel guado

La verità sul trasporto pubblico e la ritrosia a dare finalmente un taglio alle spese eccessive del passato. Con la spada di Damocle di un Fondo nazionale insufficiente e che non viene aggiornato. Possibile che non ci sia un briciolo di ragionevolezza?

m.brun.

PERUGIA – Vogliamo dirci la verità sul trasporto pubblico locale (mentre i sindacati degli autoferrotranvieri di Busitalia scioperano per difendere i propri privilegi da Anni ’60)?

Via con un briciolo di storia:
-Il risanamento e riforma del trasporto pubblico locale è stato uno dei dossier peggio gestiti intorno al Duemila fino alla amministrazione pre esente a questa. C’e’ voluto un gran lavoro per rimettere le cose in ordine
-la Regione riceve dallo stato 100 milioni l’anno per far funzionare il tpl (ferro e gomma) ma ne prometteva (gestione Marini) 126 senza trovare le adeguate coperture a bilancio anno per anno
-da questo sistema la voragine lasciata nei conti Busitalia che rischiava di saltare (ricordate quando non pagava gli autisti?) e portava la Regione in tribunale
-Tesei e Melasecche hanno trovato il modo di sanare i debiti in due anni e mezzo, mettendo in sicurezza Busitalia e soprattutto i 1.700 autisti umbri dipendenti (un’enormità)
-gli autobus continuano a girare vuoti
-Umbria7 ha sempre sostenuto che, a parte lo scolastico e i servizi essenziali, l’Umbria non è regione per gestire un servizio di trasporto pubblico su gomma efficiente e che si sprecano letteralmente 26 milioni l’anno di soldi pubblici che potrebbero essere destinati a imprese e famiglie.
-Tesei e Melasecche hanno preso forbici da manicure (solo manicure, niente tagli veri come Umbria7 riteneva e ritiene necessario) e hanno “rifilato” la miseria di 2,8 milioni l’anno su 126 oltre ad averne risparmiati grazie all’operazione Umbria Mobilità 5 l’anno (bravi per questo)
-la Regione quindi continua a mettere una ventina di milioni l’anno per far girare pullman vuoti
-i sindacati degli autoferrotranvieri invece di ringraziare Tesei e Melasecche (che Umbria7 accusa invece di poco coraggioso e a sorpresa titubante su questa partita) che fanno?
Scioperano.

È chiaro a tutti che i 26 (o 20) milioni l’anno che la Regione mette ogni anno per far girare i pullman vuoti potrebbe servire per pagare bollette alle famiglie in difficoltà, aiutare le mamme con i bambini piccoli, pagare campus estivi, incentivare i giovani a trovare lavoro e gli anziani a pagarsi un aiuto in casa?
E invece alimentano antichi privilegi (il lavoro deve essere sotto casa) e un servizio non più al passo con i tempi.
Ora gli ultimi aggiornamenti:
Melasecche è determinatissimo a fare la gara anche perché altrimenti l’Umbria rischierebbe 5 milioni l’anno di penalità dal governo.
Ma è pure pronto a metterci ancora una valanga di soldi ogni anno. Ahinoi. Umbria7 continuerà a sottolinearlo perché è insostenibile.
E’ vero che agli scioperanti sindacati ha detto che lascerà intatto il numero di km degli autobus (anche quelli fantasma)?
In cambio vorrebbe portare a casa una seria riforma del tpl.
Che il sindacato anni ’60 degli autoferrotranvieri non vuole. Perché teme di vedere svanire anche il più piccolo dei vantaggi.
Ma ora l’ultima seria preoccupazione sul tpl:
a che gioco gioca il governo? Davvero non incrementa la dotazione delle regioni?
Anche su trasporti con inflazione al 10%, costi materie prime alle stelle, carburanti aumentati del 40% è così tutti i materiali di consumo e costi dell’energia, veramente il governo vuole mantenere i 100 milioni l’anno del 2019?
Una regione spopolata e grande rispetto alla popolazione estremamente diffusa, anziana e disabile come l’Umbria, come può fare con gli stessi soldi?
Non è che il governo sta scaricando costi sanità e trasporto pubblico locale su regioni?

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