in , ,

Carlo Magno (Pagnotta) si tiene l’Impero del jazz fino alla Befana 2024 e solo dopo può iniziare a discutere

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Il successo dell’ultimo Festival, le polemiche inutili, la convivenza con il presidente Laurenzi, in attesa della scadenza del contratto, dalla quale può partire una nuova fase comunque sempre nel segno dell’Imperatore del jazz

di Marco Brunacci

PERUGIA – Adesso che Umbriajazz ha fatto il pieno di spettatori, tutti sono soddisfatti e sono andati in vacanza, si può finalmente dire quello che succederà.

Carlo Magno (Pagnotta) si riprende il suo Impero del jazz fino alla Befana del 2024, con una convivenza magari meno tempestosa con il presidente Laurenzi. Si fa tutto il 50esimo anniversario della grande kermesse del jazz internazionale, con un marchio che è una garanzia, e poi si predispone all’attesa che scada il suo contratto (data: 31 gennaio 2024).
È probabile che, subito dopo la Befana 2024, l’Imperatore del Jazz si metta a disposizione per una transizione che lo veda sempre protagonista. Padre po, se volete, nonno “nobile”. Niente di traumatico.
Se qualcuno ha pensato di sostituirlo sic et sempliciter si è sbagliato (e se qualcuno ci avesse provato ha di sicuro capito che l’osso è troppo duro).
Se però qualche altro pensa, per converso, di lucrare su rendite di posizioni per anni e anni ancora non ha capito.
Carlo Magno (Pagnotta) si scalda per la sfida 2023. Che sarà il sigillo alla carriera. Sapendo che ormai il grande festival, con il meglio del jazz, ma anche con incursioni più popolar indispensabili, resta un veicolo fondamentale per la proposta turistica umbra.
Anche perché l’amministrazione regionale di centrodestra ha messo i denari per permettere alla Fondazione Uj di continuare e non ha trovato idee da affiancare alla kermesse.

Compravendita finisce in rissa tra colleghi ad Assisi: denunciati tre uomini

Alla scoperta del territorio di Trevi tra enogastronomia, arte e musica