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Candidature/Pd, Ascani e Verini per i posti sicuri, Spinelli (o Rossi) per il seggio in bilico, il socialista Novelli, Vinti e la Proietti per i collegi (considerati persi)

SPOTLIGHT DI MARCO BRUNACCI | Letta e la segreteria nazionale pronti a decidere a notte fonda per dribblare le polemiche. Sauro Cristofani finisce escluso e non l’avrebbe presa bene. Corrono anche la Pasquino, la Ciombolini e Ermenegildi (popolo lgbt). Niente De Rebotti e Presciutti

di Marco Brunacci

PERUGIA – Candidature. Pd. Letta va in riunione notturna a Ferragosto – racconta chi ha sentito affermazioni dei suoi uomini – “per evitare polemiche sui mezzi di informazione”.

Abbiamo già detto che il segretario nazionale ha scelto per i due posti sicuri del Pd in Umbria Anna Ascani e Walter Verini. Entrambi di Città di Castello catapultati in Umbria dalla segreteria nazionale. La viceministra in quanto donna in gran carriera (ex renziana di ferro e ora ancor di più lettiana al titanio), il tesoriere nazionale, inviso a larghissima parte del partito umbro, in quanto – pare sia stato detto – perchè è la persona fisica che firma le candidature per il partito, secondo una anomalia dello statuto. Lui, tesoriere nazionale, invece di Letta, segretario nazionale. Fatto sta che alla fine ha vinto Verini.

Per il resto si discute sulle proposte del giovane segretario regionale Tommaso Bori, rimasto a presidiare la sua idea di “ricambio” nel partito, sperando che ci sia un tempo in cui potrà essere attuata (magari senza Letta segretario nazionale, visto che si parla già di un successore -Bonaccini – non lontano).

La proposta umbra, scartati i capolista per altro non era sbagliata nell’idea di fondo. Ecco che dietro al Sauro Cristofani – cancellato da Verini – compariva e probabilmente comparirà la Manuela Pasquino da Orvieto, la figlia del mitico allenatore dello Spoleto, personaggio molto popolare al di là dello sport, che ha nel suo curriculum una vita passata nell’impegno all’interno della Cgil.

Alla Camera dietro alla Ascani compare, nella lista presentata dalla delegazione umbra, il segretario ternano Spinelli. Dato che questo posto è in bilico e potrebbe arrivare al Pd con i resti nazionali, c’è un candidato vero: il giovane segretario ternano del partito Spinelli (ma potrebbe comparire in nottata l’ex parlamentare Rossi). A seguire Claudia Ciombolini, segretaria di Assisi e rappresentante della media valle umbra, e poi un rappresentante del popolo lgbt, Lorenzo Ermenegildi.

Sui collegi – per altro dati per persi dal Pd – i termini della partita sono chiari. I candidati della segreteria umbra De Rebotti e Presciutti probabilmente non hanno intenzione di correre questa gara segnata. 

E comunque si è fatta avanti un’altra ipotesi: al collegio del Senato andrebbe Federico Novelli, in rappresentanza del Partito socialista, alleato del Pd, l’unico che ha voti veri soprattutto in Umbria.

Al Collegio della Camera di Perugia è dato per certo Stefano Vinti, segretario del Pd del Trasimeno (non il rifondatore).

Al collegio della Camera di Terni Maria Grazia Proietti, che garantisce contatti con la Curia ternana e il mondo cattolico in generale, essendo considerata molto vicina alla Comunità di Sant’Egidio.

Un passo indietro per dire che al Senato, oltre allo sacrificato Sauro Cristofani, è stato fatto il nome di Marco Trippetti, anestesista, attuale vicesindaco di Spoleto.

Da questa situazione ecco un problema per Bori: i sostenitori di Sauro Cristofani dicono che il loro leader non ha affatto gradito di non essere portato con le lance in resta come candidato per il secondo posto della Camera (il posto che dovrebbe invece finire a Terni, tra Spinelli e Rossi). Non è un posto garantito ma ha qualche buona chance, almeno secondo alcuni. Cristofani sarebbe quindi pronto ad aprire, nel suo ruolo di segretario di Perugia, sacrificata a Terni, un fronte interno contro il segretario Bori.

Le decisioni del Pd sono attese a notte fonda.

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