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Caro libri, è già caccia agli affari. Anche al supermercato

Il costo della cultura in vista dell’inizio dell’anno scolastico

A.P.

TERNI – Neanche il tempo di salutare i compagni di classe, che ci si ritrova a che fare con i libri di scuola. La ripartenza è alle porte e la caccia ai testi scolastici per l‘anno che sta per iniziare è attenta al portafogli. Si prova prima a trovare l’usato. Se non ci si riesce si guarda con sempre maggiore interesse gli scaffali dei supermercati, dove le offerte “salgono”.

Solo il 30 per cento delle famiglie si rivolge alle cartolibrerie, che faticano a superare la crisi che sta attraversando il settore: il trend di crescita del costo della carta, superiore al 50 per cento, sta generando serie difficoltà. I rincari dei trasporti, oltre che della carta, potrebbero ritardare la consegna. Così cresce l’ansia dei genitori di portare a casa tutto il prima possibile. Se poi si riuscisse a riempire libreria e frigorifero insieme, sarebbe un colpo da maestri. Colpo facile, se si considera che tutti i gradi supermercati offrono libri, sconti e buoni spesa, ad un prezzo unico. I ribassi arrivano fino al 20 per cento, anche se nella maggior parte delle catene sventola il cartello che indica il 15 per cento di sconto, negli scaffali dedicati alla scuola. Sebbene l’Associazione dei librai si stia battendo perché la grande distribuzione non applichi ribassi maggiori di quanto prescritto dalla legge, le “promozioni” aumentano.
«A volte anche a noi converrebbe acquistare nei supermercati». È la battuta di un libraio, che però rende bene le difficoltà di attività come la sua. Cosmina Ioan, titolare di una cartolibreria in centro a Terni (in via Roma), parla di necessità di rimettere in ordine le cose: «Per garantire i libri agli alunni delle scuole elementari, dobbiamo procedere con lo scoperto di cassa, anticipando i soldi per il Comune». Non si lamenta della situazione in sé: «Non c’è guadagno sui libri scolastici e quindi non possiamo misurarci con chi fa sconti del 20 per cento – spiega Cosmina Ioan – dispiace solo che oltretutto passiamo per quelli che non vanno incontro alle famiglie in difficoltà, quando invece ci spacchiamo in quattro per consegnare l’elenco esatto dei testi richiesti dagli insegnanti, qualche giorno prima dell’inizio della scuola». Ha noleggiato un furgone per andare a ritirare a Roma i libri ordinati: «Ne vale la nostra serierà – dichiara – e poi così risparmio, perché se me li faccio spedire spendo molto di più». Ma guardiamo le offerte in giro per la città: «Un buono sconto del 20% a tutti i soci sul valore del prezzo di copertina», «Se prenoti on line avrai un buono spesa del 20% del valore dell’acquisto», «Dizionari d’inglese a metà prezzo». Dizionari? E chi li compra più? Sono anni che Cosmina evita di tenerli esposti: «Li ordinano solo gli studenti del corso Cambridge, la maggior parte dei giovani si affida alle traduzioni di Google».
Difficile barcamenarsi, comunque, tra inviti a portarsi a casa libri e bistecche, o buoni spesa che fanno riempire la dispensa di casa. Per i classici della letteratura, invece, si va a caccia dei testi di famiglia: anche la Divina Commedia dei Fratelli Alinari è gradita ai professori.

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