in , ,

Lo strano destino dell’aeroporto San Francesco: macina record ma far pagare i soci è un’impresa. Il Comune di Assisi non versa e si offende

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Da Stefania Proietti, sindaco e presidente della Provincia, ci si attendeva più sensibilità istituzionale, invece dall’amministrazione arriva una nota risentita sul perché si è venuti a sapere della pec di richiesta della Sase. E così resta la Regione a mettere i soldi (con l’aiuto di Fondazione Perugia)

L'aeroporto San Francesco di Assisi
di Marco Brunacci

PERUGIA – Uno strano destino quello dell’aeroporto San Francesco. Miete record, dopo essere stato rilanciato contro uno stuolo di scettici, ma nessuno vuol metterci un soldo. Come dire: funziona, va alla grande, ci porta turisti e clienti, apre nuovi orizzonti, ma visto che è la Regione ad averci creduto continui a farsene carico.

Un modo di ragionare finora curioso, che ora sta diventando imbarazzante. Il passaggio è sancito da una nota del Comune di Assisi, uno dei soci, ai quali la Sase, la società di gestione dell’aeroporto, ha richiesto, come da accordi, 250mila euro. Il Comune di Assisi ha diretti vantaggi dall’aeroporto rilanciato, ma ha anche un sindaco – Stefania Proietti – che è la presidente della Provincia di Perugia. Si dovrebbe immaginare una sua sensibilità particolare.
Invece la nota spiega che il Comune di Assisi è soprattutto seccato perché la richiesta («via Pec») della Sase è diventata pubblica. Per il resto è una scalata sui vetri, dal ricordo di aver versato 70mila euro e spiccioli per ripianare il bilancio (era il modo per restare soci) ai problemi a mettere soldi «tout court su un piano industriale». Dove quel “tout court” apre degli scenari del diritto finora sconosciuti, ma che, per certo, tutta la giurisprudenza attende con ansia di esplorare.
Insomma? Perché Assisi non paga? Non per l’anno in corso, par di capire. E perché? Mah. Forse perché non sono state previste spese per l’aeroporto nel bilancio. E questa sarebbe una spiegazione.
Quando hai già tutti i vantaggi da una struttura perché angosciarti a cercare soldi?
Magari sarebbe stato meglio tacere e lasciar correre. Tergiversare e comprare tempo.
Ma questa è questione di tattica, di immagine del Comune di Assisi, l’unico che per altro ha perso turisti in un anno d’oro per il resto dell’Umbria, ma che, ancora fermo com’è al modello della comitiva che arriva in torpedone, probabilmente ne avrebbe persi anche di più non fosse stato per l’aeroporto.
Quello che preoccupa per il futuro dello scalo umbro è il clima nel quale è costretto a crescere. Categorie ed enti che pensano che comunque la struttura andrà avanti e che ne avranno i benefici senza tirar fuori un baiocco. Ci penserà la Regione a mettere i soldi, con la Fondazione Perugia a dare una mano.
E qui non è tanto il conto economico – pure importante – a risentirne, quanto piuttosto la prospettiva e le possibilità di sviluppo futuro dell’Umbria. Non investirci all’inizio è miopia, man mano che si va avanti diventa però danno strutturale e alla fine colpa politica.

Caro libri, è già caccia agli affari. Anche al supermercato

Provoca incidente stradale con la patente scaduta dal 2003: multa e sequestro dell’auto