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“Chiedi a me, sono qui per te”: a Perugia il pronto soccorso è amico

Il progetto sperimentale nato dalla collaborazione tra Azienda ospedaliera e il corso di laurea magistrale in Scienze infermieristiche e ostetriche dell’UniPg

PERUGIA – A Perugia il pronto soccorso è amico: è infatti partito il servizio di accoglienza in sala d’attesa rivolto a tutti i pazienti e ai propri familiari, accompagnatori e caregiver che accedono al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria della misericordia, attivo dal lunedì al sabato, dalle 10 alle 18.

Il progetto “Chiedi a me, sono qui per te – Accoglienza in Pronto Soccorso” nasce dalla collaborazione tra l’Azienda ospedaliera e il corso di laurea magistrale in Scienze infermieristiche e ostetriche del dipartimento di Medicina e chirurgia dell’Università degli studi di Perugia, su input della Regione Umbria. L’obiettivo – come spiega una nota dell’ospedale – è di offrire un supporto informativo agli utenti e familiari sia al momento dell’arrivo in pronto soccorso che prima e dopo il triage. Questi delicati momenti possono richiedere, infatti, interventi di sostegno e di comunicazione che rientrano nel percorso di umanizzazione del servizio di Emergenza-Urgenza.
In questa fase sperimentale del progetto sono stati individuati, quali figure dedicate all’accoglienza, gli studenti tirocinanti del I e II anno del corso di laurea magistrale presieduto dal professor Gaetano Vaudo e coordinato dalla responsabile delle attività didattiche professionalizzanti, dottoressa Mirella Giontella. La scelta degli studenti magistrali è legata alla necessità di avviare il progetto affidandosi a professionisti con un elevato bagaglio culturale e formativo acquisito nel percorso di studi e con conoscenze specifiche sul sistema sanitario regionale.
Il pronto soccorso dell’Azienda ospedaliera di Perugia sarà, dunque, coadiuvato da personale dedicato all’accoglienza in sala d’attesa, individuabile facilmente dai cittadini grazie ad una casacca bianca con la scritta “Chiedi a me, siamo qui per te”. Il personale potrà informare gli utenti e familiari sul significato del codice assegnato e sulle eventuali cause del prolungamento delle attese (emergenze, arrivo di codici più urgenti, ecc.), favorire un’accoglienza multiculturale, migliorare il confort, fornire informazioni sul “buon uso” del pronto soccorso e ridurre lo stress degli operatori sanitari.
«Accogliamo con entusiasmo il supporto che ci viene offerto dal personale dedicato all’accoglienza – spiega Paolo Groff, direttore del pronto soccorso -. Sarà un cammino da costruire insieme per capire a pieno le esigenze dei nostri pazienti e dei loro familiari durante l’attesa e rendere più confortevole la loro permanenza».
Per la direzione generale dell’Azienda ospedaliera la decisione di impiegare, in questa fase sperimentale, studenti magistrali già formati, servirà per mettere a punto un modello sempre più a misura di cittadino.
La direzione Salute e Welfare della Regione Umbria intende promuovere progetti come questo, in grado di migliorare l’accoglienza dei cittadini all’interno delle strutture sanitarie, attraverso adeguate informazioni sui servizi e con ogni altra misura che garantisca una permanenza quanto più possibile confortevole.

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