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Elezioni politiche, a Terni il botto di Ferragosto è Rossoverde

Stefano Bandecchi si vuole candidare, aumenta il nervosismo dei partiti. Nel Pd tensioni sul segretario

A.P.

TERNI – Ciak Azione e va con i botti di Ferragosto che potrebbero tingersi di Rossoverde. Mancano davvero poche ore per la consegna delle liste di Camera e Senato ma la Conca ribolle di nomi, tensioni e già si preannunciano rese dei conti all’interno dei partiti.

Stefano Bandecchi è scoppiettante. Il presidente della Ternana ha detto che vuole candidarsi. E’ che vuole farlo nel collegio di Terni dove è quantomeno un nome molto conosciuto. Meno chiaro in quale lista si candiderà ma la pista porta al terzo polo di Calenda. Ieri ci sarebbe stato un incontro romano in tal senso. Ai suoi avrebbe detto che non ne vuole sentir parlare di destra o di sinistra e di essere deluso da entrambi. Un buon risultato di Bandecchi con il terzo polo avrebbe chiaramente anche ripercussioni sulla partita delle comunali del 2023. Difficile dire, in caso di candidatura con Azione, quale delle sue “mitiche” magliette Bandecchi indosserà.
Il fuoco pirotecnico è comunque tutto da capire anche perché le liste Calenda a Terni già vedono la presenza al Senato dell’uscente Grimani, di Leonelli alla Camera, tant’è che il nome di Donatella Porzi, che viene dato vicino in queste ore ad Azione (nonostante la sua dichiarazione di sabato di uscire dal Pd per aderire al Gruppo Misto), starebbe su Perugia.
Nelle chat del Pd gira di tutto. Innanzitutto lo studio che parla di 7 a 2 in Umbria a favore del centrodestra. Un risultato tennistico che potrebbe essere attenuato solo da un 6-2-1 con un seggio a Calenda nel caso di un risultato particolarmente brillante. Per giorni nel Pd hanno sognato un secondo seggio al proporzionale della Camera ma poi dai conti fatti, e messi in chat, si sono accorti che occorre un resto alto, molto alto.

Ma i malumori veri sono sul segretario comunale Pierluigi Spinelli, sempre di più dato per candidato al proporzionale della Camera. Ma c’è il problema dell’uninominale, Lillo De Rebotti in pratica ha fatto sapere che lui l’effetto traino non lo vuole fare. Nella sconfitta 7 a 2, il due del Pd sta per Verini e Ascani, con il partito dei sindaci e con Terni a becco asciutto.
A via Mazzini già sarebbe in agenda la resa dei conti, anche se toccare Spinelli vorrebbe dire mandare in fumo lo schema Spinelli candidato alla Camera Marina Sereni candidata a sindaco.
Infine il centrodestra, con Fdi che in queste ore viene data come particolarmente aggressiva con i suoi alleati. Difficile che possa farne le spese Raffaele Nevi di Forza Italia – il piano B, la candidatura in Calabria è comunque ancora in piedi – più facile che possa pagare pegno la Lega. Il Carroccio ternano viene dato con le ruote sgonfie. Il segretario comunale, Devid Maggiora, e quello provinciale, David Veller, sarebbero lavorando in perfetta solitudine, con il sindaco Latini impegnato nella partita delle comunali e con la senatrice uscente Alessandrini in ferie.
Anche in questo caso il dato del 25 settembre è destinato a pesare sugli assetti delle comunali, la Lega cinque anni fa aveva valicato la soglia da sogno del 30 per cento

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