di Marco Brunacci
PERUGIA – Il valzer delle candidature, aggiornamento. Se a sinistra le cose si complicano e il Pd, che aveva avviato la discussione a gran velocità, adesso deve misurarsi con la nuova realtà della coalizione modello Pd+i sette nani, se al centro sono costretti a fare due conti per trovare spazi per eleggere, a destra sono nel bel mezzo della partita a scacchi.
Anche immaginando una – non facile – intesa per la desistenza tra Conte e il suo M5s e il Pd (con i sette nani) nei collegi maggioritari, il centrodestra in Italia parte favorito quasi dappertutto. Da qui l’attenzione a distribuirsi con il massimo dell’equilibrio i seggi sicuri, con attenzione a quelli contendibili.
I tre collegi dell’uninominale (due Camera e uno Senato) dell’Umbria vengono dati dagli attuali rilevamenti al centrodestra, anche a fronte di una eventuale e – sempre molto complicata – desistenza dei Cinquestelle. Da qui la circospezione con la quale i tre partiti alleati (FdI, Lega e Forza Italia) si muovono.
Anche nel proporzionale l’Umbria eleggerà – secondo tutte le previsioni – almeno 2 deputati e 1 senatore del centrodestra, ma anche il quarto posto in palio (dando al Pd due seggi sicuri, uno alla Camera e al Senato) è considerato più vicino al centrodestra che al Pd (con Fratelli d’Italia, che ha il vento in poppa, oppure, a fronte di una discreta performance elettorale nazionale, con Forza Italia, motivo per cui la senatrice uscente Fiammetta Modena punta a essere capolista alla Camera per il suo partito).
In questo quadro immaginate l’aria che tira dentro FdI. Come più volte scritto le decisioni finali sono attese per dopo Ferragosto, ma lo snodo fondamentale è in queste ore.
Allora: Fdi ha un posto sicuro al proporzionale del Senato per Zaffini e uno al proporzionale della Camera per Prisco. E questi sono i punti fermi. Ma Fdi avrà di sicuro anche un collegio. Non quello blindatissimo della Camera di Terni perché Tajani non sente storie ed è per Forza Italia e per Raffaele Nevi (l’ipotesi di trasferirlo in Calabria sembra tramontata).
La partita a scacchi tra alleati è in pieno svolgimento sui restanti due collegi. Fdi doveva avere la Camera di Perugia e la Lega il Senato regionale. La decisione non è presa, ma il collegio più sicuro tra i due è sicuramente quello del Senato. La Lega lo vuole per la Alessandrini, super sponsorizzata dal plenipotenziario di Salvini, Crippa. In Fratelli d’Italia non sono convinti di lasciarglielo.
In ogni caso la candidatura di punta per i collegi – e questa dovrebbe essere una svolta – nelle ultime ore è tornata ad essere quella del presidente dell’Assemblea legislativa, Marco Squarta. Che, appena tornato dal viaggio di nozze, si è messo già in pista. Il terzo del pacchetto di mischia di Fdi in Umbria dovrebbe essere proprio lui. O alla Camera o al Senato.
Riaprire il dibattito sui collegi però creerebbe un vulnus nella Lega, che sull’asse Caparvi-Alessandrini avrebbe trovato un equilibrio, a spese del senatore uscente Briziarelli (tenendo presente che Marchetti verrà sicuramente candidato nelle Marche, e che l’altro uscente, Lucidi, non è della partita).
Quindi Marco Squarta candidato al collegio della Camera di Perugia? Molto probabile.
Resta a questo punto il nodo delle donne di Fdi. La Pace è molto in ansia. Perché rappresenta Terni e vuol cogliere l’occasione per il salto in Parlamento. Si sarebbe fatta avanti anche per il collegio del Senato, ma non sembra ci siano le condizioni. Allora accetterebbe di sterzare verso il secondo posto alla Camera dietro Prisco. Posto non sicuro ma probabile. E male che vada, con Squarta in Parlamento, andrebbe a fare, nel giro di poche settimane, la presidente dell’Assemblea legislativa.
Il secondo posto dietro Prisco potrebbe però finire anche alla Giustozzi, che ha ottime referenze romane. E una debolezza: sarebbe comunque un’altra rappresentante di Perugia.
Viene data fuori dal gioco invece Michela Sciurpa, la quale dovrebbe accontentarsi di entrare in Assemblea legislativa, essendo la prima dei non eletti, al posto di Squarta (o anche della Pace).
La Sciurpa libererebbe il posto di amministratore unico di Sviluppumbria, altro ruolo molto ambito che ricadrebbe nell’orbita del segretario regionale Zaffini, diventato in questa fase una sorta di Re-sole della politica umbra.
Va da sé, a corollario del ragionamento, che la strada di Squarta verso una possibile candidatura a sindaco di Perugia, per il (complicato) dopo Romizi, se non tramonta, comunque diventa più difficile da percorrere. Ma Squarta ha mostrato un basso livello di entusiasmo sull’argomento.
Tutto questo vale al momento. I cambi in corsa, in queste affannate elezioni, sono sempre possibili. Fino al 21 agosto. Ma Umbria7 seguirà passo passo.


