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Terni, una pioggia di multe su bar e ristoranti

Aumentano le sanzioni amministrative e si infiamma il tema della tolleranza verso chi tiene viva la città. Ecco i dati

TERNI – A dispetto dell’afa una pioggia di verbali si è abbattuta sui locali ternani. Appena un anno fa, nei mesi di maggio e giugno 2021, 3 multe. Adesso, tra maggio e giugno 2022, 30.  A spulciare i dati, il Movimento Cinque Stelle, che è andato a mettere il naso negli archivi della polizia municipale.

Il quadro che ne emerge è chiaro: «Per il cuore  produttivo delle città, tolleranza zero da parte della giunta Latini». La raffica di multe, per il M5s, non può essere interpretata diversamente. I numeri che emergono da una richiesta di accesso agli atti presentata dal gruppo dei pentastellati evidenziano «un accanimento ingiustificato verso chi fatica ad andare avanti nonostante il Covid e i rincari anche delle materie prime» – dichiara il consigliere di minoranza Federico Pasculli.  La polemica tra residenti e titolari dei pubblici esercizi,  su orari e musica, era scoppiata a inizio estete, quando i rappresentati della movida lamentavano di essere nell’occhio del ciclone. «Bastano pochi minuti di musica fuori dall’orario di ordinanza o un tavolino spostato di un solo centimetro dall’area concessa per l’occupazione di suolo pubblico, per prendere una multa», dicevano. Ma veniamo ai dati. A fronte di 200 sopralluoghi effettuati a maggio e giugno 2021, sono state verbalizzate tre sole irregolarità. Mentre sui 121 controlli di quest’anno (stessi mesi) sono scattate trenta multe a bar e ristoranti.  Nel dettaglio: nove per occupazioni di suolo pubblico non autorizzate, cinque per mancato rispetto dell’orario di diffusione della musica, due per somministrazione abusiva, una  per manipolazione degli alimenti e un’altra per via di spettacoli non autorizzati. «Avere tolleranza zero verso chi ha ancora il coraggio di investire nella nostra città  – dichiarano i consiglieri pentastellati – è inconcepibile». «Oltretutto – aggiungono – colpire una categoria già fortemente fiaccata dalla pandemia, che invece tiene acceso il centro cittadino con le proprie insegne, significa farlo morire».

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