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Valzer delle candidature/Il Pd, nella versione alleanza con i 7 nani, ha presentato le sue proposte a Letta: da Cristofani a De Rebotti, con l’ombra di Verini

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Il segretario Bori e la delegazione umbra hanno ufficializzato i nomi anticipati da Umbria7. Il partito si compatta ma le liste le decidono le segreterie nazionali. Nella Lega il potente appoggio di Crippa alla fragile Alessandrini

di Marco Brunacci

PERUGIA – Il valzer delle candidature, aggiornamento.
Mentre scriviamo la delegazione del Pd umbro, che è stata guidata dal segretario Bori, riferisce alla segreteria regionale dell’incontro di stamane a Roma, durante il quale ha avanzato le proprie proposte, secondo le anticipazioni di Umbria7.

Quindi: Ascani al proporzionale della Camera con Spinelli al secondo posto (difficile che scatti, ma in questo terremotato panorama politico non si sa mai). Il primo posto al Senato (elezione di fatto sicura) è per Sauro Cristofani.
I tre collegi Camera Perugia, Camera Terni, Senato Umbria) sono nell’ordine per tre sindaci: Presciutti (Gualdo Tadino), De Rebotti (ex Narni) e Betti (Corciano). Se Letta non si inventa almeno una desistenza con Conte e il suo M5s in tutti i collegi è partita persa (ma gli ottimisti si tengono qualche chance per il collegio della Camera di Perugia).
Per altro lo schieramento del Pd e i sette nani (da Demos a +Europa, dal Psi a Si) che al momento si profila è destinato ad avere pochissimi successi nei collegi. Forse qualcosa tra Toscana ed Emilia Romagna.
E qualora Conte giochi una partita a tutto campo, con impegno a menar colpi sia a destra che a sinistra, è possibile che Letta abbia dei contraccolpi anche nel risultato del proporzionale, finora dato per positivo per il Pd.
Bori, dalla sua, oggi incassa un partito umbro che si è compattato sulla linea del “ricambio” che tanto gli sta a cuore, pensando anche all’appuntamento elettorale al Comune di Terni del prossimo anno (in quell’ambito potrebbe tornare buono perfino l’appello fatto oggi al civismo da Fabio Paparelli, stella al tramonto).
Naturalmente Bori non si illude: le proposte umbre valgono per quel che valgono. Le liste le fanno, anche materialmente, le segreterie nazionali. A lui solo il compito di ratificare.
E tutti sanno che l’ipotesi Verini, capolista al Senato, resta più che mai in campo. Come pure potrebbe spuntare all’improvviso una candidatura nazionale per lo stesso, desideratissimo posto.
Ma il Pd umbro ha parlato e con una lingua sola (o quasi). E non è un risultato da poco a queste latitudini.
Per il resto: Leonelli sarà il punto di riferimento elettorale di Azione. Per il quasi certo alleato Italia Viva c’è sempre la Mori.
Nessun rumors dal centrodestra che si appresta a chiudere non prima del 17-18 agosto.
Solo la conferma che il potente alter-ego elettorale di Salvini, Crippa, vuole la Alessandrini candidata al collegio del Senato.

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