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Elezioni, Ilaria Cucchi a Perugia: «Scendo in campo perché quella dei diritti è la battaglia della mia vita»

Candidati per Alleanza Verdi e Sinistra. Con lei Fratoianni: «Ambiente, lavoro, tutele»

PERUGIA – «È la battaglia della mia vita, degli ultimi 13 anni, perché sono valori in cui credo e mi rendo conto di quanto sia complicato quando quei diritti vengono negati». Ilaria Cucchi è candidata per Alleanza Verdi e Sinistra. Ieri era a Perugia, insieme al segretario nazionale di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni.

Sala della Vaccara riempita, nonostante sulla location ci sia stato un cambio di programma all’ultimo secondo, causa tramontana di corso Vannucci.
Un lungo applauso l’accoglie, uno altrettanto lungo sottolinea il suo intervento.
«Le persone lo danno per scontato, eppure ho molta paura di quello che aspetta me, i miei figli e tutti noi dal 26 in poi. Per questo ho deciso di mettermi in prima porterò la mia battaglia di cittadina in Parlamento» ha aggiunto ancora, ricordando che le forze che compongono lo schieramento sono «gli unici che hanno preso a cuore il tema dei diritti in genere e delle condizioni delle carceri. Potete immaginare quanto abbia a cuore questi temi. Sono e resto la sorella di Stefano Cucchi e di Stefano Cucchi ce ne sono tanti. Sono temi scomodi, quelli su cui non si prendono i voti quelli per cui si preferisce voltarsi dall’altra parte».
Il segretario di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni, spazia a 360 gradi, per raccontare, o meglio ricordare ai presenti, le posizioni del partito e di questa nascente realtà. L’ambiente prima di tutto: “La tragedia nelle Marche non chiamatela disgrazia, perché se siamo obbligati a piangere vittime e danni ogni volta che piove, non è un incidente ma è il clima che impazzisce per scelte politiche”.
Un clima che impazzisce, ha aggiunto, «per una politica che non si è preoccupata di deroghe che permettono di vivere dove non si dovrebbero, non è un incidente, ma frutto di scelte».
E ancora: «Il cambiamento climatico non è un destino cinico baro, ma il frutto di scelte sbagliate di gruppo ristretto di persone». Scelte come l’utilizzo di jet privati «per l’aperitivo o per arrivare in modo più agevole a un comizio» pur sapendo che «il volo di un jet consuma quanto 4 persone in un anno».
Poi il lavoro: «Facciamo una legge contro la precarietà che è un ricatto. Contratto a tempo indeterminato dopo un periodo di inserimento, una forma di contratto solo. Si tratta di dignità».
«Il Jobs act ha fallito? Sono contento che Letta lo abbia detto e non mi importa di andare a rivendicare che l’ho detto prima io. Ma ricostruiamo i diritti» ha sottolineato rilanciando il salario minimo: «Dieci euro lordi all’ora, al di sotto è sfruttamento. Se trovo un lavoro a 500 euro, è giusto che lo lasci lì e prendi il reddito di cittadinanza. Miglioriamolo». Ma oltre a Renzi cita Calenda, per ringraziarlo: «Ci ha aiutato, a forza di nominarmi ha fatto la campagna elettorale per noi». E poi Giorgia Meloni, sull’aborto, «Dica perché nei territori dove governa, l’interruzione di gravidanza richiede acrobazie da circensi», poi sui legami con il passato: «Dica che è antifascita che è diverso da dire “non sono fascista”».

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