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A Perugia festeggiano gli studenti: riaperta l’aula studio in centro storico

Dopo l’Urban center, tra due settimane riapre anche quella in piazza dell’Università. Cravero: «Stiamo lavorando per aule anche a Narni, Terni, Foligno ed Assisi»


Di Arianna Sorrentino

PERUGIA – È stata riaperta l’aula studio autogestita “Urban Center” che si trova lungo le scalette di Sant’Ercolano: si tratta di un altro traguardo delle rappresentanze studentesche in collaborazione con l’Università degli studi di Perugia.

Le aule studio sono luoghi importanti per lo studio e per l’aggregazione di studenti e sono fortemente voluti proprio dagli stessi: a maggio, al tavolo di gestione della pandemia dell’ateneo perugino è stata ottenuta l’autorizzazione per la riapertura delle aule rimaste chiuse durante la pandemia. La prima ed essere ripartita a luglio è stata l’aula Ceccherelli in via dell’Elce di Sotto 21. Ora è toccato a quella sulle scalette di Sant’Ercolano. Ma le buone notizie sembrano non finire: «Tra due settimane sarà riaperta l’aula studio in piazza dell’Università. Anche quella autogestita dagli studenti e aperta 24 ore su 24, 7 giorni su 7», spiega Matias Cravero, presidente del Consiglio degli studenti. L’impegno delle rappresentanze continua e parallelamente si pensa anche ad altri obiettivi da raggiungere. «Stiamo continuando a fare un lavoro su diffusione territoriale – dice Cravero – lavoriamo ancora su via Goldoni, via della Viola e corso Garibaldi. Ma principalmente il ragionamento con l’ateneo riguarda i poli. Vogliamo cercare di dare una risposta ai poli più periferici come medicina a San Sisto e ai poli più distaccati, come Narni, dove abbiamo già fatto un sopralluogo. A Terni c’è un’interlocuzione aperta con il Comune. Vogliamo lavorare anche su Foligno e Assisi, dove l’Università è presente ma mancano spazi adeguati di studio e di aggregazione». Intanto l’aula nel centro storico rappresenta una soddisfazione per gli studenti perugini, ma anche per i pendolari che potranno usufruire dell’aula nei momenti tra una lezione e l’altra. Conclude Cravero: «L’apertura delle aule significa che stiamo superando la fase buia della pandemia. Vuol dire tornare a vivere l’università e avere spazi di aggregazione dove ci si conosce e si vive la vita universitaria. Ma soprattutto dove avviene quel miscuglio di esperienze di vita tra persone diverse che frequentano corsi di laurea diversi».

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