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Distretto del vino umbro tra opportunità e sviluppo: se ne è parlato a Perugia

Al centro della conferenza anche strategie e le prossime azioni in programma

R.P.

PERUGIA – Presentato giovedì 17 novembre a palazzo Donini a Perugia il Distretto di filiera del vino umbro. Formazione e ricerca per l’aggiornamento continuo delle aziende, miglioramento delle performance produttive e potenziamento del settore, sviluppo unitario della promozione, commercializzazione e internazionalizzazione del vino e del territorio umbro, sostenibilità e sicurezza della produzione enologica regionale: queste solo alcune delle azioni in programma per sostenere il comparto e favorirne la competitività. Il Dif del vino umbro rivestirà anche il ruolo di coordinatore e interlocutore privilegiato con le istituzioni, fungendo da stimolo per politiche di sostegno e sviluppo a livello locale e nazionale. Si occuperà, inoltre, di progettare e realizzare tutte quelle infrastrutture che, a livello logistico, possano risultare utili e opportune per la crescita del settore. Tutto questo in stretta connessione con le opportunità offerte dal Pnrr e dal Psr, grazie alla sinergia tra tutti i partner istituzionali e tecnici e con la Regione Umbria.

Presenti in sala Fiume l’assessore all’agricoltura e ambiente della Regione Umbria Roberto Morroni, Massimo Sepiacci (presidente di Umbria Top Wines), Marcello Serafini (amministratore unico di 3A – parco Tecnologico agroalimentare dell’Umbria) e alcuni rappresentnti dei partner di mandato, Camera di Commercio dell’Umbria – Promocamera, Unione dei Comuni del Trasimeno, Strade del vino, dell’olio e dei sapori dell’Umbria, Movimento turismo del vino Umbria e Its Umbria Made in Italy – Innovazione tecnologia e sviluppo.
Sepiacci e il direttore Gioia Bacoccoli hanno ripercorso la storia che ha portato al distretto, sottolineando come il progetto sia particolarmente complesso: «Seppur con qualche criticità iniziale siamo arrivati all’obiettivo e ora siamo pronti a partire per dare a tutta la filiera l’opportunità di accedere ai bandi ministeriali, con azioni che abbracciano tutte le attività della filiera stessa. Il nostro obiettivo -ha concluso- deve essere quello di promuovere in maniera unitaria il nostro territorio attraverso uno strumento potentissimo come il vino. Finora questa immagine unica e forte dell’Umbria del vino si è vista poco, soprattutto all’estero, ma lavorando insieme riusciremo ad affermarla. Su questo il Distretto farà la differenza».
Per Serafini quello di oggi non è un punto di arrivo ma di partenza per i prossimi anni: «Non dobbiamo fare l’errore di dare a questo distretto una caratterizzazione nazionale o, tantomeno, locale, ma lo dobbiamo pensare a livello internazionale. Per questo sarà fondamentale la costruzione regionale del brand del vino umbro quale leva importante in termini di mercato». Serafini ha, quindi, spiegato che gli investimenti, finanziati dal Ministero, a cui peraltro solo attraverso il distretto è possibile accedere, potranno riguardare diversi aspetti dell’attività vitivinicola, da quelli più tradizionali, come i capannoni, a quelli in ricerca, innovazione, formazione e promozione, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo, la modernità e la sicurezza del settore.

Presenzione Distretto di filiera del vino umbro

«I distretti sono stati introdotti con la legge di bilancio del 2017. L’Umbria allora non è stata pronta a cogliere questa importante opportunità -le parole di Morroni – Nel 2020 abbiamo avviato i lavori per colmare questa lacuna, nella convinzione che i distretti soddisfino una serie di requisiti senza i quali oggi immaginare il futuro è senz’altro più difficile. Primo fra tutti, la capacità di aggregarsi, di fare gioco di squadra, per amplificare il valore di ciò che siamo e che sappiamo fare. La Regione ha voluto con forza che questa iniziativa nascesse, come peraltro è stato per altre analoghe quali il Distretto del cibo del Trasimeno e Distretto del cibo dell’Orvietano, con un’attività di animazione che ancora prosegue e che presto vedrà la nascita di altri due distretti del cibo. Dobbiamo, dunque, essere pronti per l’uscita dei bandi imminenti, che ci danno l’opportunità di cogliere risorse importanti per lo sviluppo del settore. Con la nascita del Distretto di filiera del vino umbro inizia una nuova storia, da vivere con molta ambizione, con la voglia di crescere e creare le condizioni che consentano alle nostre aziende di svilupparsi e guardare a orizzonti sempre più lontani. Sostenibilità economica, ambientale e sociale della produzione vitivinicola devono viaggiare simultaneamente e il distretto è un ottimo strumento per affermare questa visione e valorizzare il comparto nella sua interezza».

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