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Educare alla legalità, polizia e scuola insieme per i più giovani

Il protocollo d’intesa tra questura e l’Ufficio scolastico di Perugia contro cyberbullismo e la violenza

Di Arianna Sorrentino

PERUGIA – Parte l’impegno della polizia di Stato per l’educazione alla legalità. Liti, violenze – in casa, in strada, nei condomini – e eccessi che fanno intervenire gli agenti per ristabilire l’ordine pubblico, dimostrano che è necessario partire dal basso. E cioè dai più giovani, che sono gli adulti del domani. E così si è creata una collaborazione tra polizia e istituti scolastici per unire le forze e alimentare la cultura alla legalità: con questo scopo, nella mattina di martedì 15 novembre, è stato firmato il “Protocollo d’intesa per l’educazione alla legalità, alla cittadinanza e alla costituzione” dalla Questura di Perugia e l’ufficio scolastico territoriale di Perugia.

Le firme dell’intesa – che ha durata triennale – sono quelle del questore Giuseppe Bellassai e del dirigente dell’ufficio scolastico territoriale di Perugia Sergio Repetto. I giovani verranno raggiunti direttamente nei loro istituti scolastici dagli agenti: l’obiettivo è quello di accendere un confronto critico, partendo dalle tematiche più tristemente vicine alle nuove generazioni. Come quella del cyberbullismo, la forma di bullismo condotta attraverso internet e i social, spesso al centro di vicende di cronaca. Ma ci sarà anche un’altra modalità: saranno gli studenti a spostarsi e a raggiungere la Polizia di Stato in vista di eventi celebrativi o commemorativi. «Come polizia di Stato siamo impegnati istituzionalmente in un’attività di contrasto e prevenzione. E tra i nostri compiti viviamo con assoluto dovere quello dell’educazione alla legalità – sottolinea il questore Bellassai – ne facciamo un punto essenziale del nostro agire». Ma il questore fa anche un’altra considerazione: «Abbiamo cercato di mettere in pratica l’invito che proviene dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, fatto in occasione della Festa della Repubblica nel 2017, che ha così ha dichiarato: “Vanno riaffermati con forza i principali di uguaglianza e pari opportunità, controlli di discriminazione per la difesa dei diritti delle donne, dei minori e delle persone svantaggiate. Oltre che le intollerabili piaghe del femminicidio, delle violenze di genere, del bullismo, che possono essere contrastate non soltanto attraverso l’impiego di strumenti di prevenzione previste dalla legge, ma anche con iniziative di educazione e sensibilizzazione perpetuate tra istituzioni e amministrazioni diverse” ». Un auspicio che trova conferma nella richiesta che ogni giorno proviene dalla società: quella di trovare sinergie tra istituzioni per una migliore educazione alla legalità. «È un’offerta importante che la questura fa verso le scuole di valore alla costituzione e di testimonianza – spiega il dirigente Repetto –. Le testimonianze sono quelle che la questura porterà nelle scuole in varie forme. Una rappresenta la ricerca di eventi celebrativi o commemorativi per una partecipazione consapevole di studenti». Come il 25 novembre, la giornata nazionale contro la violenza sulle donne. O come l’evento nella memoria dei trent’anni di stragi di mafia. «L’altro tipo di testimonianza è l’orientamento dei ragazzi delle superiori per invogliare i ragazzi a scegliere il percorso di vita della polizia di Stato». Le iniziative previste sono tante, ma l’idea comune tra le due istituzioni coinvolte nella firma del protocollo è quella di creare un’offerta coordinata e organizzata secondo un calendario ben preciso.

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