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“Musica assoluta”: a Perugia una mostra dedicata a Fanny Mendelssohn

Una figura femminile tra vita quotidiana e arte

R.P.

PERUGIA – Ancora fino al prossimo mese di gennaio alla biblioteca delle donne Laura Cipollone di Perugia per visitare la mostra “Musica assoluta. Fanny Mendelssohn, la breve e sorprendente vita di una compositrice irriducibile” a cura di Grimm Twins, duo artistico composto dalla designer Barbara Lachi e dall’artista giapponese Ayumi Makita, promossa dal Centro pari opportunità della Regione Umbria.

Fanny Mendelssohn, (Amburgo 1805 – Berlino 1847), è una pianista ammirata e rispettata di grande sensibilità – spiegano in una nota dal Cpo – compositrice di naturale talento, sorella di Felix Mendelssohn Bartholdy. Fanny è la primogenita di quattro figli; con i fratelli, riceve una istruzione privata di alto livello, lingue e letteratura classica; tutti e quattro, fin dalla tenera età vengono avviati alla musica entrando a far parte del coro dell’Accademia di canto diretta da Carl Friedrich Zelter, amico carissimo di Goethe.
I contemporanei furono tutti unanimi nell’elogiare l’abilità pianistica di Fanny, tuttavia, se a Felix si aprirono tutte le strade del successo, della fama, lo stesso non accadde a Fanny: anche per lei, infatti, fu implacabile l’ordine sociale tipicamente ottocentesco, che prevedeva per la donna di essere moglie e madre. Fanny, però, non smise mai di comporre musica e a cambiarla per sempre fu il viaggio in Italia, consuetudine quasi rituale per gli artisti tedeschi dopo il viaggio di Wolfgang Goethe nel nostro Paese. Le sensazioni che Fanny visse durante quello che lei stessa definì un «anno meraviglioso» sono riportate nel suo diario, l’Italienisches Tagebuch (Il diario italiano); il viaggio tanto immensamente desiderato, fuga da sé stessi e fuga per sete di sapere, divenne l’occasione per sperimentare il suo “essere artista, compositrice, pianista”.

a Perugia una mostra dedicata a Fanny Mendelssohn


La mostra allestita negli spazi della biblioteca prende spunto dalle numerose lettere che la musicista scrisse alla madre e ai fratelli. Nelle frasi e nelle parole si trovano gli elementi intorno ai quali sono stati elaborati i libri d’artista e le opere esposte raccontano questo sentimento, trasformandole in immagini poetiche. La città di Roma è protagonista insieme alla musicista, rappresentandone la sua libertà, la sua gioia di vivere e fare musica. «Non so dire quale indescrivibile felicità io senta qui – scrive – già da molto tempo mi trovo quasi incessantemente in uno stato d’animo di superiore intensità e ho la più pura sensazione del piacere di vivere nel senso più alto. Ah, se potessi e mi fosse consentito vivere qui!».
Per visitare la mostra si può inviare una mail all’indirizzo pariopportunita@regione.umbria.it e fissare un appuntamento, sia per l’accesso di singoli che per visite di gruppo.

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