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«Tesei levaci di mezzo Melasecche»

Bandecchi e Alternativa popolare scatenati: «Non vogliamo più avere a che fare con quell’assessore regionale. O va a casa o è guerra»  

TERNI – Ben presto si è andati al di là degli scambi di accuse via social. Lo scontro, durissimo, tra Stefano Bandecchi ed Enrico Melasecche sembra essere giunto ai capitoli finali, ma certo non si tratta di pace.  Bandecchi e il suo partito chiedono la testa di Enrico Melasecche. Questa volta Bandecchi non dice di volergliela  staccare di persona ma chiede alla governatrice Tesei di decapitare politicamente il suo assessore e di allontanarlo dall’esecutivo regionale.

«Perché noi non vogliamo più avere a che fare con quell’assessore.  Perché il Comune di Terni non può più avere alcuna interlocuzione con la Regione finché c’è Melasecche». Non ci sono possibilità di mediazione, a quanto pare: o Melasecche, o la guerra con Bandecchi, Alternativa  Popolare e, non ultimo, il Comune di Terni.

Un vero e proprio scontro istituzionale. E in ballo ci sono partite molto importanti per la città: c’è la nuova gara per il trasporto pubblico locale con Terni che reclama autonomia rispetto al pacchetto già definito dalla Regione, e c’è la partita dei canoni idrici con Terni che ha chiesto una significativa revisione delle assegnazioni degli indennizzi legati allo sfruttamento delle risorse idroelettriche. Una vicenda, quest’ultima che ha già visto la Regione rispondere di aver corrisposto a Terni fino all’ultimo euro dovuto.

Per onore del vero occorre rammentare che Enrico Melasecche, in passato, ha resistito ad altre richieste di epurazione: in questi anni più di una volta da Terni si sono levati malumori e  sono state fatte pressioni sulla governatrice Tesei, anche da parte di quello che una volta era il partito egemone della città. La Lega.

Adesso sta alla Tesei capire come calmare gli animi. E se davvero sarebbe disposta a porgere a Bandecchi la testa di Melasecche su di un vassoio. Certo, la frase dell’assessore –  «Essere strapieno di soldi fatti molto facilmente non consente a nessuno prepotenze e maramalderie»  – ha scatenato l’ira anche del coordinatore regionale di Ap, Riccardo Corridore, il vice sindaco, per quelle che definisce « parole di indubbia violenza e piene di frustrazione personale, derivanti dal fatto che  in Alternativa popolare non ha trovato e non troverà mai spazio». «Parole che – dichiara Corridore – hanno creato una frattura con la giunta regionale, essendo l’assessore espressione diretta della presidente Donatella Tesei».

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