Fallimento Ternana, non resta che l’amarezza degli striscioni

Nella notte scritte in Viale dello Stadio e in sotto Palazzo Spada. La polemica con Bandecchi

TERNI – Tifosi esasperati, delusi, amareggiati. Tifosi che nella notte tra martedì e mercoledì si sono sfogati con striscioni che prendono di mira il sindaco Bandecchi nonché per lungo tempo proprietario della Ternana prima della girandola dei Guida, dei D’Alessandro, dei Rizzo.
Striscioni che invitano Bandecchi ad andarsene. Che gli imputano il disastro di un fallimento che di fatto ha preso il via nel momento in cui il patron di Unicusano ha individuato i suoi successori nella guida della Ternana. Striscioni che alludono alla vicenda del Fondi, società che è stata, negli anni scorsi, in gestione Bandecchi e poi abbandonata al suo destino.
Un clima di tensione che Stefano Bandecchi, come nel suo stile, non ha smorzato ma ha alimentato. Il sindaco nei social si è lasciato andare a un attacco all’arma bianca: “Senza di me potete fare la terza categoria se avete culo. Io senza di voi posso creare un impero. Tifosi pulcinella”.
Esternazioni o meno Bandecchi, sia come sindaco che come imprenditore che ha avuto a lungo a che fare con la Ternana, avverte il peso del disastro fallimentare. Ha sempre cercato di mettere in atto un piano B, compreso il salvataggio all’ultimo minuto della cordata di imprenditori romani. Ora il suo piano B è l’acquisto del titolo di una società di serie D, si parla dell’Orvietana che si è salvata all’ultima giornata, per non ripartire dall’Eccellenza, il gradino più basso. Bandecchi insomma è pronto a rimettere le mani sulla Ternana. Un percorso difficile e tortuoso, perché riconduce verso il conflitto di interessi, ad iniziare all’utilizzo del Liberati.

Il canale di Recentino piace ai caprioli: altro salvataggio dei vigili

traffico

Nodino di Perugia, ricominciamo da capo. La Cgil trasporti per far politica sconfina nel ridicolo