Il raccordo Terni-Orte è come la Salerno-Reggio Calabria

Cantieri infiniti, incidenti, sporcizia: il collegamento vitale per la Conca è una Via Crucis

TERNI – L’incidente di giovedì mattina e le code chilometriche, con il traffico deviato su Narni Scalo, è solo l’ultimo episodio. Le due ore di imbottigliamento con il termometro a 38 gradi, senza un minimo di assistenza, non fanno neanche più notizia. Da anni, percorrere la tratta Terni Orte vuol dire andare incontro a problemi e disagi. I lavori di manutenzione delle gallerie e dei viadotti sono interminabili, i cambi di corsia con il senso unico di marcia sono una costante. Per non parlare delle cunette e degli sfiatatoi dell’acqua, intasati dall’erba alta e dai rifiuti abbandonati. Una situazione di degrado e di pericolo costante. Come qualche giorno fa, quando il raccordo, in direzione Orte, all’altezza delle fornaci Tacconi, è stato invaso dal fango. Materiale che, ad una settimana dall’episodio, continua ad imbrattare la sede stradale.

Il raccordo Terni -Orte  e soprattutto la E45, è ormai una consolidata alternativa all’Autostrada del Sole. Non si paga pedaggio, e  per migliaia di mezzi pesanti è una pacchia. Ma a farne le spese sono i pendolari, i tanti ternani che usano l’auto per recarsi a Roma. Il problema di un raccordo non all’altezza della situazione, è stato evidenziato più volte dalle forze politiche e dai comuni di Terni e Narni, ma finora Anas e Ministero dei Trasporti hanno fatto orecchie da mercante.  

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