PERUGIA – Dall’Italia all’Europa: l’Umbria guida il cammino dell’economia sociale.
Il primo passo di un percorso è stato compiuto a Bevagna, nello scenario dell’Agriturismo Etico Le Grazie, è stato Il Girasoli Tour, nato nel 2021. Quel viaggio di oltre 3.500 chilometri in bicicletta attraverso tredici regioni italiane, compiuto da Massimiliano Porcelli insieme a Dennis, un giovane proveniente da una comunità educativa di Utopia 2000, ha raccontato un’Italia che spesso non si vede: un’Italia fatta di cooperative, associazioni, amministratori, educatori e cittadini che ogni giorno tengono insieme i territori.
Da quell’esperienza è nato il docufilm “Tutto quello che sarà”, che ha mostrato come l’inclusione non sia assistenza, ma autonomia, fiducia e futuro, un’opera che ha ottenuto innumerevoli premi e riconoscimenti.
Con Sunflowers, quel percorso dopo quattro anni si è aperto all’Europa.
Massimiliano ha attraversato 10 Paesi, percorrendo oltre 6.000 chilometri per mappare le migliori pratiche di economia sociale, innovazione comunitaria e inclusione. Il docufilm “Utopia Europa”, premiato come Miglior Documentario al Madonie Film Festival, dimostra che l’economia sociale non è un tema marginale: è una delle infrastrutture civiche più potenti che abbiamo per costruire territori capaci di generare valore e coesione.
Nel corso dell’iniziativa è intervenuta Donatella Porzi di Comunità riformista che afferma: “In quest’evento, su invito del Team di Utopia 2000sono stata invitata a portare la mia esperienza nella CALRE e nel Comitato delle Regioni, dove ho imparato che le politiche funzionano solo quando i livelli istituzionali dialogano davvero. In Europa questo dialogo ha un nome preciso: governance multilivello. È il modello in cui Unione Europea, Stati, Regioni, Comuni e comunità locali collaborano stabilmente per progettare, attuare e valutare le politiche pubbliche. Non è una gerarchia, non è una catena di comando: è una rete di responsabilità condivise. Ognuno è responsabile di una parte del futuro comune ed è chiamato a svolgere il proprio ruolo aprendosi agli altri in un rapporto di collaborazione e cooperazione”.
Continua Porzi: “L’Europa ci esorta a realizzare politiche che nascono dai territori, costruite attraverso la sussidiarietà circolare: un modello di governance in cui istituzioni, comunità, terzo settore, imprese sociali, scuole e cittadini collaborano stabilmente per generare valore sociale. Non è una linea verticale, ma un circuito continuo: tutti partecipano, tutti decidono, tutti costruiscono futuro.
Non per progetti spot, non per emergenze, ma per alleanze permanenti e comunità generative, cioè comunità capaci di trasformare fragilità in risorse, di produrre valore e di far crescere i territori invece di consumarli. Questa visione è politica nel senso più alto del termine: riguarda il modo in cui si decide di stare dentro il proprio tempo. Un’Istituzione che vuole essere davvero europea non può limitarsi a gestire fondi. Deve diventare regista di ecosistemi territoriali, capace di integrare politiche sociali, agricole, culturali, educative e di sviluppo. Deve costruire reti stabili tra cooperative sociali, imprese agricole, Pro Loco, scuole, terzo settore e amministrazioni locali. Deve investire sulle aree interne come risorsa strategica. Deve riconoscere che l’economia sociale è una leva di sviluppo, non un settore residuale”.
“Come docente di sostegno – prosegue – vedo ogni giorno che la scuola da sola non basta. I ragazzi — soprattutto i più fragili — hanno bisogno di territori che si aprono, di comunità che accolgono, di imprese sociali che includono, di associazioni sportive che integrano, di istituzioni che costruiscono ponti. Una comunità che funziona per i più fragili funziona per tutti. E questo è un tema politico: riguarda la responsabilità collettiva di costruire territori che non lasciano indietro nessuno.
Per questo considero esperienze come il Girasoli Tour e Sunflowers non solo progetti culturali, ma atti politici. Mostrano che l’Umbria ha le energie, le competenze, le reti e la visione per diventare un laboratorio nazionale dell’economia sociale. Mostrano che la nostra comunità può dialogare con l’Europa portando contributi credibili e innovativi”.
Conclude Porzi: “Mostrano che le comunità generative non sono un’utopia: sono una visione, una possibilità concreta, se le istituzioni scelgono di sostenerle. Ho cercato di portare qui la mia esperienza europea e scolastica per affermare con chiarezza che le politiche funzionano quando mettono al centro le persone, le comunità e i territori; quando la sussidiarietà diventa circolare; quando la governance multilivello diventa reale; quando le comunità generano futuro; quando i ragazzi — tutti, anche i più fragili — trovano un posto. Questo è l’orizzonte politico che dobbiamo costruire insieme”.


