Droni, punti di allarme, controllo di vicinato, vigili urbani. Ma la città è in mano ai balordi
TERNI – Basta che una persona, o anche due, decida di imperversare e la città si scopre ancora più insicura. Quello che colpisce delle spaccate in sequenza, è come sia possibile che i balordi agiscano totalmente indisturbati. Chi ha provocato danni per migliaia di euro agli esercenti del centro – per gli infissi forzati e le vetrate distrutte – si è mosso in lungo e in largo buggerandosene delle telecamere. In barba alla sicurezza, fatta solo di annunci.
Il sindaco, Stefano Bandecchi, più volte in consiglio comunale ha annunciato l’arrivo di droni e punti di allarme collocati nel centro città. Sistemi di prevenzione ancora molto lontani dall’essere attuati. Fallimentare, il controllo di vicinato: tanti cartelli ma pochissimi i cittadini ad aderire al progetto mettendosi a disposizione per segnalare situazioni di pericolo. Così come poche sono le pattuglie delle forze dell’ordine attive nel corso della notte. E sono pochissimi anche i vigili urbani che prestano servizio dopo le 20. Lo sanno bene i ternani che quando chiamano il centralino della polizia locale, attendono anche un’ora per parlare con qualcuno. A proposito dei vigili urbani, fa discutere non poco la proposta del sindaco Bandecchi di trasferirli in via Bramante. Perché comunque, il comando a corso del Popolo rappresenta un presidio di sicurezza. Fermo restano che la notte scorsa sono state mandate in frantumi le vetrine di una rosticceria (I Mori) che si trova proprio di fronte all’ingresso del comando di polizia di Terni.
Il problema della sicurezza è molto più complesso di quello che finora hanno sostenuto maggioranza e minoranza. Occorrono investimenti e non chiacchiere. Occorre una legislazione rigorosa nei confronti dei balordi. L’autore della precedente ondata di spaccate è stato individuato e denunciato. Resta da capire se sia stato messo nelle condizioni di non generare ulteriori episodi di degrado urbano.


