Per l’ex sindaco utilizzare risorse che non si sono spese perchè non si è stati in grando di realizzare l’ascensore inclinato per un evento che non valorizza il borgo è una scelta scellerata
TERNI -TERNI – Sui canti di Cesi a piazzale Bosco con i fondi del Pnrr su cui il Ministero della Cultura chiede al Comune chiarimenti – avrebbe approvato il finanziamento del progetto di valorizzazione di Cesi porta dell’Umbria, ma non in una location diversa da Cesi – interviene l’ex sindaco di Terni, Leonardo Latini. «Quando ho saputo dell’arrivo a Terni del tour di Radio 105 con Tommaso Paradiso ho subito pensato: Ottimo, finalmente un evento di richiamo per la città”. L’entusiasmo iniziale – ammette Latini – ha lasciato però spazio all’amarezza non appena è emerso che la serata verrà finanziata con i fondi PNRR destinati alla rinascita del borgo di Cesi.»
«Questa vicenda rivela la grande questione irrisolta della città, sollevando un tema culturale e politico enorme, che investe l’idea stessa di futuro della nostra comunità. Se nel 2022 Terni è riuscita ad aggiudicarsi il prestigioso Bando Borghi del Ministero della Cultura non è stato per caso o per un colpo di fortuna, ma perché quel progetto interpretava l’anima autentica di Cesi. Non avevamo messo su carta semplici suggestioni, ma una visione basata sull’identità profonda del territorio: avevamo raccontato miti e leggende antiche, realizzando un ponte tra la città e le sue montagne e schiudendo una porta verso le meraviglie della Valle Incantata; avevamo proiettato nel futuro la tradizione, svelando le bellezze della natura insieme a quelle della storia e fondendo nell’outdoor la dinamicità della città dell’acciaio. Il progetto Cesi Porta delle Meraviglie ha dimostrato che quando una comunità ha consapevolezza della propria identità, sa raggiungere gli obiettivi che si prefigge, anche i più sfidanti. Come vincere un bando difficilissimo, traguardo condiviso con appena altre venti realtà in tutta Italia, facendo atterrare sul nostro territorio 20 milioni di euro. Ecco perché utilizzare quelle risorse per un evento che non sembra valorizzare affatto il cuore del progetto è una scelta profondamente sbagliata, che va ben oltre la regolarità formale degli atti amministrativi. Perché è l’ennesimo tradimento del tentativo di ricostruire la nostra identità, oltre che del genius loci di uno dei nostri borghi più belli.
Per esplorare nuovi sentieri di crescita economica e sociale dobbiamo riappropriarci di noi stessi e ritrovare un’identità comune. Se non comprenderemo chi siamo e dove vogliamo andare, resteremo fatalmente sospesi: una città senza bussola, costretta a rincorrere un qualche Paradiso artificiale promesso da un Papa straniero.
Per una volta avevamo provato a pensare in grande, a guardare oltre e a sentire il nostro territorio in modo più profondo e ampio, per un futuro diverso. Torniamo ad avere una visione condivisa invece di continuare a dividerci e proviamo a guardare avanti con la consapevolezza di quello che siamo.»


