Sui Canti di Cesi a piazzale Bosco, il Ministero della Cultura vuole vederci chiaro

Clamorosa richiesta di spiegazioni per la location non collegata con la rivitalizzazione del borgo

AURORA PROVANTINI

TERNI – L’alert  arriva a Palazzo Spada venerdì 17 luglio. Lo invia il Ministero della Cultura, che non ha per niente autorizzato i Canti di Cesi in piazzale Bosco. con i fondi del Pnrr. Esattamente tre ore prima della conferenza stampa delle assessore al bilancio, Michela Bordoni, e al Turismo, Tiziana Laudadio, per illustrare l’operazione promozione di Cesi Porta dell’Umbria in piazzale Bosco. Che ostinatamente confermano. Un concerto da oltre 250mila euro più viva, per un totale di 350, perchè tanti erano i soldi Pnrr di Cesi non spesi per progetti non realizzati.

I fari sull’anomalo concerto con Tommaso Paradiso e Fabio Rovazzi, si sono accesi prima con l’interrogazione in consiglio comunale di Marco Cecconi (FDI) e poi con l’interessamento del dicastero di via del Collegio Romano. Il Ministero, che in prima battuta aveva autorizzato l’utilizzo degli avanzi di spesa per eventi di promozione chiede chiarimeni su alcune anomalie. Anzitutto dava per scontato che gli eventi si sarebbero svolti a Cesi: «Il Comune aveva rappresentato un programma integrato di valorizzazione culturale e promozione territoriale volto a mettere in rete il borgo di Cesi, l’area archeologica di Carsulae e il patrimonio naturalistico dei Monti Martani. Non appare tuttavia chiaro in che misura l’evento musicale programmato presso Piazzale Bosco a Terni sia riconducibile alle attività descritte nella proposta autorizzata». L’amministrazione Bandecchi, invece, si è inventato piazzale Bosco Porta dell’Umbria, suscitando perplessità che sono arrivare nella capitale. «Resta fermo che, nell’ambito delle attività di rendicontazione e controllo di competenza dell’Unità di Missione – scrive il Ministero – saranno effettuate ogni caso le verifiche in ordine alla legittimità delle procedure adottate, alla regolarità degli atti amministrativi, all’ammissibilità delle spese sostenute e alla coerenza degli interventi realizzati rispetto al progetto approvato in sede di assegnazione del finanziamento».

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